Risparmia energia in casa: scegli l'offerta più vantaggiosa per te

Risparmiare energia in casa - Video Guida

Risparmiare energia nella propria casa è fondamentale. Ma come ottenere il risparmio energetico? Andrea Manfredi, amministratore delegato di SuperMoney, offre tanti utili consigli su Class Tv: dalla scelta delle migliori tariffe luce e gas alle detrazioni del 55% sui lavori di riqualificazione energetica.

Andrea Manfredi parla di energia a Class Tv - Testo integrale

Oggi affronteremo il tema della bolletta della luce e scopriremo come tagliare i costi dell’energia assieme ad Andrea Manfredi, amministratore delegato di Supermoney.eu, sito autorizzato dall’Agcom che permette di confrontare le migliori tariffe in numerosi ambiti, tra cui anche quello delle utilities. Bentrovato, Andrea.
Quello delle spese di luce e gas è uno dei capitoli più pesanti per il budget delle famiglie italiane. Cosa si può fare per risparmiare sulla bolletta?
La bolletta della luce e del gas impatta notevolmente sulle spese domestiche. In particolare, nel periodo estivo, l’utilizzo dei condizionatori fa lievitare la bolletta dell’energia. Vediamo assieme quali sono gli accorgimenti che permettono di abbassarne i costi.
In primo luogo, ricordiamo che in Italia abbiamo, dal 2007, il libero mercato dell’energia (dal 2003 per il mercato del gas)…

Sì, ma il mercato libero dell’energia non si caratterizza per la stessa feroce concorrenza che vediamo, ad esempio, sul mercato della telefonia…
È vero, non c’è una concorrenza spietata, ma le ultime analisi effettuate da Supermoney mostrano come si possa comunque risparmiare fino a 300-400 euro all’anno, semplicemente cambiando l’operatore di energia.

Molti, però, sono convinti che il cambio di operatore in questo settore sia nettamente più complicato del passaggio a un diverso operatore telefonico…
In realtà è più semplice cambiare fornitore di energia! È infatti sufficiente individuare l’operatore più conveniente e comunicargli il nostro codice POD. Evidentemente, questa convinzione tutta italiana è semplicemente figlia dell’abitudine.

Cos’è il POD e dove lo troviamo?
Il POD è il nostro codice di migrazione ed è riportato nella prima pagina di ogni bolletta.
Con questo codice, gli operatori possono svolgere tutte le operazioni necessarie al cambio fornitore a nostro nome, garantendoci inoltre la continuità del servizio. La fornitura di luce e gas non viene dunque mai interrotta. Attenzione, però, ad effettuare sempre dei cambi consapevoli e a diffidare dai venditori porta a porta.

Con questo particolare tipo di vendita si sono verificate anche diverse truffe!
Sì, svariate ed è perciò che, in caso di acquisti in casa, raccomandiamo la massima attenzione e ricordiamo che, trattandosi di acquisti che avvengono al di fuori dei locali del venditore, si può usufruire del diritto di ripensamento.

Oltre al cambio dell’operatore, esistono altri modi per risparmiare su luce gas?
Certo. La riduzione dei consumi, ad esempio, è un’ottima strategia. Tutti sprechiamo energia e ci sono studi che mostrano come si possa risparmiare in media il 30%, semplicemente prestando attenzione a limitare gli sprechi.

Ad esempio?
Ad esempio, spegnere sempre le luci in ogni stanza o le tv e apparecchi elettronici in stand by è un buon modo per risparmiare.
Se dobbiamo utilizzare un elettrodomestico, cerchiamo di farlo lavorare nelle fasce orarie in cui i consumi costano meno: dopo le 19, ad esempio, la tariffa è ridotta.
Sono piccoli accorgimenti che ci permettono di ottenere risparmi importanti.

Un altro consiglio utile per risparmiare sull’energia è quello di scollegare i caricabatteria dei cellulari che, se lasciati attaccati, consumano ugualmente. È così?
Sì, è così. I caricabatteria consumano comunque energia perché i circuiti rimangono attivi. Staccare le prese di tutti gli apparecchi domestici è una buona norma, in grado di portare a un risparmio consistente.

A proposito di risparmio energetico, ci sono novità in ambito normativo sulle detrazioni?
Sì, ci sono delle novità. Le case spesso non sono ottimizzate per il risparmio energetico e il Governo, con il Decreto Sviluppo approvato ieri, ha confermato detrazioni fino al 55% per tutti quegli interventi tesi diminuire la dispersione energetica.

Cosa si intende per “interventi mirati a diminuire la dispersione energetica”?
Interventi di questo tipo sono, ad esempio, la coibentazione del tetto, gli interventi sulle finestre o gli infissi, che possono garantire un maggior grado di isolamento termico o, ancora, la realizzazione di impianti più moderni per il riscaldamento.
Se, ad esempio, viviamo in un appartamento che ha più 10 anni, probabilmente l’impianto non è stato realizzato con le ultime tecnologie. In tutti questi casi, è bene considerare la possibilità di ammodernare gli impianti, grazie a un piccolo investimento che permetta di avvalersi delle detrazioni d’imposta.

Come funzionano, nel concreto, queste detrazioni?
Le detrazioni si possono richiedere quando si effettua un investimento per rinnovare gli impianti e ottimizzare l’appartamento dal punto di vista energetico. Si potranno dunque richiedere, negli anni, detrazioni d’imposta fino coprire il 55% della spesa sostenuta per l’ammodernamento.
È sottinteso che il privato debba essere in possesso della o delle fatture che documentino il costo effettivamente sostenuto.
Il passo successivo è quello di andare sul sito del Ministero dello Sviluppo economico o dell’Enea, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, per scaricare e compilare la modulistica per la richiesta delle detrazioni d’imposta.

Si deve valutare anche l’efficienza energetica dell’edificio?
Da poco più di un anno è in vigore una normativa che impone, ogniqualvolta si affitti o si venda una casa, di essere in possesso della relativa certificazione energetica. In sostanza, bisogna chiamare un esperto in certificazioni che, a seguito di un’analisi, determini la classe in cui va inserito lo stabile. Le classi energetiche vanno dalla A, che è la più efficiente, alla G, che è la meno efficiente dal punto di vista del risparmio di energia.

Quindi queste classi sono simili a quelle degli elettrodomestici?
Sì, esatto. Per gli elettrodomestici sono state aggiunte alcune classi premium (ad esempio, la A+), ma la vale sempre la stessa logica.
Come accennato, la determinazione della classe è obbligatoria in caso di affitto o vendita, ma invitiamo a valutare comunque l’opportunità di certificare la classe energetica dell’edificio, dal momento che il costo medio si aggira attorno ai 250 euro. Solo così, infatti, si potrà avere diritto alle detrazioni di imposta sugli interventi effettuati, detrazioni che permetteranno, con il tempo, di rientrare nella spesa sostenuta per la certificazione.

Esistono, invece, incentivi per chi produce energia rinnovabile?
Sì, gli incentivi introdotti dal Governo Monti inizieranno ad essere erogati a partire da agosto 2012. Oggi, c’è infatti la possibilità di diventare piccoli produttori di energia e fare il cosiddetto “scambio”. Se, ad esempio, ho installato dei pannelli fotovoltaici, vi saranno sicuramente momenti in cui l’energia prodotta è superiore a quella effettivamente consumata. Fino a poco tempo fa questa operazione non poteva essere effettuata perché vi era il problema della dispersione dell’energia. La conservazione e lo stoccaggio dell’energia sono infatti estremamente costose.

Questo perché l’energia non si conserva, è esatto?
Sì, è proprio così: l’energia non si conserva, bensì si distribuisce.
Ebbene oggi, grazie alle novità tecnologiche e ai contatori di ultima generazione, è stato possibile elaborare un sistema di credito/debito di energia elettrica.
Quando produco energia (tipicamente di giorno, in caso di pannelli solari), la do alla rete che la ridistribuisce, generando così un credito di energia. Quando la richiedo, la prelevo direttamente dalla rete e il mio consumo effettivo verrà scalato dal credito accumulato. Se il credito sarà insufficiente a coprire il consumo, si configurerà una condizione di debito.
I contatori di ultima generazione sono quindi in grado di conteggiare tutti i movimenti nella distribuzione dell’energia, andando in negativo, quando fornisco corrente, e in positivo quando la domando. Per concludere, la produzione di energia rinnovabile è sia un ottimo modo per azzerare i costi della bolletta, in particolare se si vive in una zona geografica esposta al sole, sia una pratica rispettosa dell’ambiente, in quanto abbatte le dispersioni distributive.

Costa molto realizzare un impianto per la produzione di energia rinnovabile? Si può usufruire delle detrazioni d’imposta per un simile intervento?
Siamo intorno ai 25-30 mila euro e l’intervento è sostenuto dallo Stato attraverso le detrazioni. Grazie ai sussidi statali questi impianti sono economicamente convenienti per chi li installa, ma dobbiamo riconoscere che in Italia c’è ancora diffidenza ad avere pannelli solari sul tetto. 

Se volessimo fare questo intervento, dobbiamo comunicare qualcosa al nostro gestore dell’energia?
La scelta di modificare l’impianto in modo da poter produrre energia è assolutamente libera. Al “produttore privato di energia” rimane solo l’onere di presentare una specifica richiesta per la procedura di allaccio alla rete di distribuzione locale. Sul sito dell’Autorità per l’Energia e il Gas (A.E.E.G.), o su quello del Ministero dello Sviluppo economico, sono riportati tutti i passaggi da effettuarsi con la rete locale per avere il contatore e il contratto giusto che consenta di scambiare energia. 

Bene, si tratta insomma di una possibilità aperta a tutti, che conviene indubbiamente sfruttare. Ringraziamo per l’approfondimento Andrea Manfredi, amministratore delegato di Supermoney.eu, sito cui vi rimando per ulteriori informazioni su questo e molti altri temi legati al mondo del risparmio e delle utilities.
Grazie, Andrea. Per oggi è tutto.