Il costo dell'energia elettrica per le aziende rappresenta non solo una delle principali voci di spesa, ma anche una potenziale fonte di minaccia per la crescita del proprio business, se gestito in modo scorretto e irrazionale. Scegliere delle tariffe per l'energia elettrica vantaggiose e in linea con le proprie esigenze significa per un'azienda disporre di un valido strumento per gestire al meglio il proprio percorso di crescita.

Per tutte queste ragioni le compagnie energetiche hanno deciso di ampliare la loro offerta, inserendo oltre alle tariffe per i privati anche delle soluzioni in grado di soddisfare le richieste di specifiche tipologie di clienti, garantendo in molti casi un minore impatto del costo dell'energia elettrica per le aziende. Infatti, nella maggior parte dei casi l'offerta delle compagnie energetiche include anche tariffe per i liberi professionisti, per le imprese di piccole e medie dimensioni e per le grandi aziende.

Da leggere: Qual è stato il prezzo dell'energia elettrica nel 2016?

Il costo dell'energia elettrica per le aziende: quali variabili considerare?

I fattori che determinano le variazioni del costo dell'energia elettrica per le aziende sono davvero tanti e spesso influenzati anche dagli equilibri geopolitici e dalla scelte compiute da ogni singolo Paese. Secondo i dati emersi dall'ultimo Bilancio energetico nazionale del Ministero dello Sviluppo Economico, le imprese italiane hanno ridotto nel corso degli ultimi anni il consumo di energia continuando però a pagare dei costi più elevati rispetti a quelli sostenuti nel resto d'Europa.

La domanda industriale di energia ha subito nel corso degli anni una continua riduzione, passando dal 31% del totale negli anni 1980 al 26% nel 2000. Estendendo la valutazione all'ultimo decennio - dal 2003 al 2014 - i dati del report hanno dimostrato un significativo calo del fabbisogno energetico delle imprese italiane, diminuito di quasi sei punti percentuali.

La riduzione della consumo di energia da parte delle imprese italiane è riconducibile e due motivazioni principali: la prima, riguarda il progressivo adattamento dei processi produttivi alle nuove politiche ambientali, sempre più rigorose; la seconda motivazione è invece connessa alla crescita di settori più liberi dai consumi intensivi di energia che al momento si registrano solo nei mercati della metallurgia, meccanica e chimica e petrolchimica.

Perché i costi energetici sostenuti dalle imprese italiane sono più elevati?

Come dicevamo, il costo dell'energia elettrica rappresenta una delle principali voci di spesa per le imprese italiane, che pagano importi mediamente superiori di un terzo rispetto a quelli pagati dai concorrenti. Se si prova ad analizzare il costo dell'energia elettrica in kWh sostenuto dalle imprese italiane nel 2014, e si mette a confronto con i prezzi sostenuti dagli altri Paesi europei, emerge una forte variazione che tocca fino gli 8 punti percentuali nel caso delle imprese francesi.

Le motivazioni di questo profondo divario tra i prezzi del mercato energetico italiano e quelli degli altri Paesi europei dipende da diversi fattori, primo fra tutti le tasse e gli oneri decisamente più alti rispetto al resto d'Europa. Infatti il prezzo dell'energia elettrica pagato dalle imprese italiane è costituito per un terzo proprio da queste due voci di spesa.

Le conseguenze di questa profonda differenza tra il prezzo dell'energia elettrica pagato dalle imprese italiane e quello sostenuto dalle altre nazioni europee, ha delle conseguenze anche sul loro potere competitivo, decisamente ridotto nel caso dell'Italia.