Scegliere il sistema di riscaldamento migliore, ovvero più efficiente e in linea con le proprie esigenze è il modo migliore per ottimizzare i consumi e avere un ambiente interno confortevole. Al momento le soluzioni più diffuse sono il riscaldamento autonomo e quello centralizzato che presentano però dei costi e delle modalità di gestione completamente diversi. Infatti, nonostante l'obbligo di installazione delle valvole termostatiche, i sistemi di riscaldamento centralizzati sono considerati meno convenienti rispetto a quelli autonomi.

Chi deve acquistare casa tende infatti a prediligere immobili dotati di riscaldamento autonomo, mentre chi vive in un condominio con riscaldamento centralizzato potrebbe valutare la possibilità di staccarsi dall'impianto. Le motivazioni in entrambi i casi sono le stesse, ovvero: risparmiare sulla bolletta del riscaldamento e gestire autonomamente l'impianto, basandosi esclusivamente sulle proprie esigenze. Ma cosa bisogna fare per staccarsi da impianto di riscaldamento centralizzato e quali costi bisogna sostenere?

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Perché passare ad un impianto di riscaldamento autonomo?

Come dicevamo, passare ad un impianto di riscaldamento autonomo consente non solo di gestire in piena autonomia le temperature e i periodi di accensione, ma anche di tutelarsi da eventuali costi aggiuntivi. Infatti, in caso di inquilini morosi i costi non pagati andrebbero a ricadere sugli altri. Un altro vantaggio riguarda anche gli orari di funzionamento dell'impianto, decisamente più vicini agli stili di vita degli inquilini. Per tutte queste ragioni sono davvero tanti coloro che decidono di staccarsi da un impianto di riscaldamento centralizzato sebbene comporti molti costi.

Quali costi bisogna affrontare?

La prima voce di spesa deriva dall'acquisto della caldaia, a cui seguiranno tante altre, come: i costi per l'installazione, l'allaccio, l'adeguamento delle tubazioni, a cui si sommano quelli per la realizzazione della canna fumaria necessaria per l'emissione dei fumi di scarico. Sul fronte delle spese, chi decide di dotarsi di un impianto di riscaldamento autonomo è comunque obbligato a pagare le spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto, per la sua conservazione e messa a norma.

Tra le voci di spese più elevate rientra senza dubbio quelle derivanti dalla realizzazione della canna fumaria, che dovrà essere conforme alle disposizioni comunali e non compromettere l'aspetto estetico del condominio. Infatti se così fosse non ci sarebbe alcuna possibilità di realizzare il progetto. Chi si dota di un impianto autonomo sarà esonerato dal pagamento del combustibile necessario a far funzionare la caldaia centrale.

Quali sono le procedure da seguire?

Per staccarsi da un impianto centralizzato bisogna seguire una procedura bene precisa: come prima cosa bisogna comunicare la propria decisione all'amministratore del condominio e rivolgersi contestualmente ad un tecnico qualificato che dovrà valutare la fattibilità del progetto, verificando che il distacco non provochi squilibri o aggravi di spesa per gli altri condómini.

A tal proposito l'articolo n.1118 comma 4 del Codice Civile pone come condizione necessaria per il distacco l'assenza di "notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini". Inoltre prima di intraprendere i lavori occorre consultare il regolamento del condominio e verificare che questo tipo di intervento non rientri tra quelli negati e che anche il Comune in cui è ubicato l'immobile, non abbia stabilito sul proprio regolamento edilizio il divieto di distacco da impianto centralizzato.