Quando si accendono i riscaldamenti? È sicuramente questa la domanda che si sono poste molte persone visto l'improvviso crollo delle temperature e l'avanzare del tipico clima invernale. Chi vive in un'abitazione dotata di sistema di riscaldamento termoautonomo ha potuto già mettere in funzione il proprio impianto, mentre tutti coloro che vivono in edifici con impianti di riscaldamento centralizzati dovranno pazientare ancora qualche giorno, e attendere che arrivi la data prevista per la riaccensione degli impianti.

In Italia, infatti, l'accensione dei riscaldamenti avviene in maniera progressiva e secondo un calendario ben preciso. Con il Decreto n.412 del 26 agosto 1993, tutto il territorio italiano è stato suddiviso in sei diverse zone climatiche proprio sulla base delle condizioni climatiche medie registrate nel corso degli anni. Per ogni zona è stata stabilita la data precisa per la riaccensione degli impianti di riscaldamento centralizzati e perfino per quante ore al giorno potranno funzionare. Lo scopo del provvedimento è ottimizzare l'impiego delle risorse energetiche e quindi ridurre i costi delle bollette del gas e del riscaldamento.

Quali sono le date previste per la riaccensione degli impianti?

L'accensione dei riscaldamenti nel 2016 partirà il prossimo 15 ottobre con la zona climatica E, e proseguirà nel resto delle altre Regioni italiane, secondo questo calendario:

Zona Climatica

Data prevista per la riaccensione

Numero di ore al giorno

Zona A

Da 1 Dicembre al 15 Marzo

6 ore al giorno

Zona B

Dal 1 Dicembre al 31 Marzo

8 ore al giorno

Zona C

Dal 15 Novembre al 31 Marzo

10 ore al giorno

Zona D

Dal 1 Novembre al 15 Aprile

12 ore al giorno

Zona E

Dal 15 Ottobre al 14 Aprile

14 ore al giorno

Zona F

Non ci sono limitazioni

Non ci sono limitazioni

Anche il numero delle ore di funzionamento degli impianti varia a seconda della zona. Si parte da un uso più moderato nelle zone climatiche temperate, identificate con la lettera A, fino ad arrivare ad un uso più intenso e prolungato degli impianti di riscaldamento nei Comuni della zona F. Qui di seguito la classificazione dei Comuni Italiani:

Zona climatica A: Comuni di Lampedusa e Linosa; Porto Empedocle.

Zona climatica B: province di Agrigento; Catania; Crotone; Messina; Palermo; Reggio Calabria; Siracusa; Trapani.

Zona climatica C: province di Imperia; Latina; Bari; Benevento; Brindisi; Cagliari; Caserta; Catanzaro; Cosenza; Lecce; Napoli; Oristano; Ragusa; Salerno; Sassari; Taranto.

Zona climatica D: Genova; La Spezia; Savona; Forlì; Ancona; Ascoli Piceno; Firenze; Grosseto; Livorno; Lucca; Macerata; Massa C.; Pesaro; Pisa; Pistoia; Prato; Roma; Siena; Terni; Viterbo; Avellino; Caltanissetta; Chieti; Foggia; Isernia; Matera; Nuoro; Pescara; Teramo; Vibo Valentia.

Zona climatica E: province di Alessandria; Aosta; Asti; Bergamo; Biella; Brescia; Como; Cremona; Lecco; Lodi; Milano; Novara; Padova; Pavia; Sondrio; Torino; Varese; Verbania; Vercelli; Bologna; Bolzano; Ferrara; Gorizia; Modena; Parma; Piacenza; Pordenone; Ravenna; Reggio Emilia; Rimini; Rovigo; Treviso; Trieste; Udine; Venezia; Verona; Vicenza; Arezzo; Perugia; Frosinone; Rieti; Campobasso; Enna; L'Aquila e Potenza).

Zona climatica F: province di Cuneo, Belluno e Trento.

Cosa fare prima dell'accensione dei termosifoni?

Nell'attesa che arrivi la data prevista per l'accensione dei termosifoni sarà possibile effettuare i controlli e le normali operazioni di manutenzione degli impianti. In questo modo si potrà verificare il corretto funzionamento della caldaia, ottimizzare l'impiego delle risorse energetiche e infine limitare l'emissione dei gas di scarico. Si tratta di procedure abbastanza rapide e non complesse, che dovranno però essere effettuate da tecnici specializzati.

Da leggere: Manutenzione dell'impianto di riscaldamento: cosa fare prima dell'accensione?

Anche la valutazione del grado di isolamento dell'immobile rientra tre le operazioni da compiere prima dell'accensione degli impianti di riscaldamento. Eliminando tutte le possibili perdite di calore è possibile non solo ridurre i consumi energetici, ma anche garantire un maggiore confort degli ambienti interni che manterranno più a lungo il livello della temperatura desiderata.