Il Collegato ambientale, il pacchetto di misure per incentivare la sviluppo della green economy e ottimizzare l'uso delle risorse naturali, diventa legge. Il provvedimento ambientale, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entrerà in vigore il prossimo 2 febbraio 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 221) e porterà all'attuazione di una nuova politica ambientale, decisamente più determinata nella risoluzione di alcune complesse problematiche come: la gestione dei rifiuti e delle bonifiche, l'uso responsabile delle risorse idriche e del suolo ed infine la programmazione degli "acquisti verdi".

L'attuazione di questo provvedimento porterà non solo enormi vantaggi per l'ambiente e per le sue risorse naturali, ma anche per i cittadini che potranno vivere in un contesto decisamente più sano e disporre anche di una serie di semplificazioni e di incentivi che supportano e favoriscono i comportamenti virtuosi. Per fare degli esempi, si avrà la possibilità di contenere le spese per l'energia elettrica, perché sarà molto più semplice dotare la propria casa di un impianto solare. O ancora, di ridurre le spese per il riscaldamento, perché si potrà godere di agevolazioni fiscali per rinnovare il vecchio impianto.

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Collegato ambientale: gli aspetti più interessanti

Con il passaggio alla Camera alla terza lettura, è stato finalmente approvato il Collegato ambientale, che prevede numerose novità su vari fronti. Ma cerchiamo di riassumere gli aspetti più importanti. Tra le priorità previste dal nuovo provvedimento rientrano l'attuazione di politiche di prevenzione contro i dissesti idrogeologici, la gestione dei rifiuti e l'attuazione di riforme per incentivare la mobilità sostenibile. La gestione dei rifiuti, gli incentivi per la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali fanno invece parte delle misure previste dalla creazione di un'economia circolare.

Alcune novità riguardano l'introduzione di una nuova disciplina per i sistemi efficienti di utenza, definiti con l'acronimo SEU. La nuova disciplina elimina il limite di potenza previsto per gli impianti elettrici della potenza nominale non superiore a 20 MWe e complessivamente installata sullo stesso sito. Inoltre i sistemi di autoproduzione di energia elettrica con ciclo ORC (Organic Rankine Cycle), basati sul recupero del calore industriale, godranno di alcuni titoli di efficienza energetica.

Gli impianti a biomasse e biogas potranno utilizzare sottoprodotti di origine biologica in modo da accedere ai meccanismi di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili. Nuove disposizioni saranno previste per all'applicazione degli incentivi relativi alle fonti rinnovabili nei confronti degli impianti di cogenerazione usati in abbinamento ai sistemi di teleriscaldamento usati per ambienti a destinazione agricola.

Saranno inoltre istituite delle "Oil free zone", ovvero delle aree territoriali nelle quali sarà attuata la progressiva sostituzione del petrolio e di tutti i suoi derivati con energie da fonti rinnovabili, affidando la gestione e l'organizzazione alla legislazione regionale.

Un impegno collettivo

Il successo dei provvedimenti del Collegato ambientale sarà determinato dall'impegno che manifesteranno le Istituzioni, i singoli cittadini, i grandi colossi del mercato industriale ed energetico, tutti dovranno manifestarsi reattivi e pronti ad attuare le nuove disposizioni. Alcuni segnali di apertura e maggiore attenzione verso le problematiche ambientale sono stati già manifestati da alcune compagnie energetiche. Risale ad esempio a poche settimane l'annuncio diffuso da E.ON Energia, in merito all'apertura di un ennesimo e nuova parco fotovoltaico. Un comportamento virtuoso che dimostra come sia possibile conciliare gli interessi del mercato con la tutela e il rispetto dell'ambiente.