I consumi energetici della popolazione italiana possono subire delle significative variazioni a seconda dell'area geografica di riferimento e della tipologia di impianti e soluzioni energetiche adottate. Si tratta di variabili fondamentali perché in grado di determinare delle significative differenze anche sui costi delle bollette di luce e gas. Proprio per definire in modo più dettagliato le abitudini degli italiani sul fronte dei consumi energetici, l'Istat ha deciso di condurre un'indagine approfondita sull'intero territorio nazionale facendo anche riferimento all'evolversi della situazione nel corso degli anni.

I consumi energetici: le differenze tra il Nord e il Sud Italia

Secondo i dati diffusi dall'Istat, la spesa complessiva degli italiani per i consumi energetici ha subito del corso degli ultimi anni un progressivo incremento, in parte dovuto in parte anche alle continue oscillazioni dei prezzi delle materie prime. Con riferimento alla situazione del 2013, la ricerca ha messo in luce una spesa complessiva di oltre 42 miliardi, che corrisponde ad una spesa media per famiglia pari a 1.635 euro.

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I consumi energetici delle famiglie sono decisamente più elevati nelle Regioni settentrionali. Infatti, mettendo a confronto le spese sostenute dalle famiglie del Nord con quelle del Mezzogiorno emerge una differenza di circa 400 euro, sostenuta dagli italiani residenti al Nord. Oltre alle diverse condizioni climatiche tra il Nord e il Sud dell'Italia, anche il numero dei componenti del nucleo familiare e la loro età sono in grado di determinare profonde differenze sui consumi. Ad esempio un nucleo familiare composto da una sola persona giovane spende circa 650 euro in meno rispetto ad una coppia con 3 o più figli.

Riscaldamento: cosa scelgono gli italiani?

Lo studio ha permesso anche di definire le soluzioni energetiche scelte dagli italiani a seconda dell'area geografica in cui risiedono, rintracciando ad esempio una scarsa diffusione di condizionatori d'aria nelle aree dell'estremo Nord Italia. Infatti, in Valle d'Aosta i condizionatori sono presenti solo nell'1.5% dei casi. Un valore davvero contenuto se paragonato ai dati della Sardagna, dove i condizionatori sono presenti nel 50% delle abitazioni.

Il riscaldamento autonomo alimentato a metano è la soluzione più diffusa tra le famiglie italiane, circa il 70% del totale, con una maggiore diffusione al Sud. Questi impianti sono utilizzati sia per riscaldare gli ambienti, sia per l'acqua sanitaria. Al Nord sono molto diffusi anche i sistemi di riscaldamento centralizzati, accesi mediamente per 8 ore al giorno, principalmente durante il pomeriggio e la sera. Lo studio ha rilevato per le famiglie del Nord un uso più prolungato del riscaldamento, di circa due ore in più rispetto agli abitanti del Sud.

Consumi di energia elettrica

Sul fronte dei consumi di energia elettrica gli italiani non hanno dubbi e si affidano alle lampadine a risparmio energetico. L'attenzione ai consumi e la ricerca di soluzioni di risparmio hanno spinto le famiglie ad adottare nuove strategie di consumo nel corso degli ultimi 5 anni. Tra le più diffuse rientra il cambio di operatore energetico in seguito al lancio di sconti e tariffe vantaggiose, oppure l'uso di soluzioni energetiche a basso impatto ambientale come impianti solari e sistemi fotovoltaici.