I consumi effettivi e rilevati sono solo alcune delle voci indicate nella bolletta dell'energia elettrica ma il loro valore può incidere profondamente sull'ammontare degli importi finali. Per questa ragione è importante non solo saperli individuare in bolletta ma anche conoscere a cosa si riferiscono con esattezza. Per offrire maggiori garanzie a tutti gli intestatari di contratti per la fornitura elettrica, l'Autorità dell'energia ha introdotto da alcuni anni alcuni importanti provvedimenti che dovrebbero assicurare la corretta valutazione dei consumi e quindi il pagamento dell'energia effettivamente consumata.

Il primo provvedimento riguarda i cosiddetti "contatori intelligenti", ovvero dei nuovi dispositivi in grado di misurare con esattezza la quantità di energia consumata e offrire anche maggiori informazioni contrattuali. Si tratta di una soluzione per l'energia proposta da Enel il cui scopo è proprio quello di aiutare gli utenti nella misurazione, gestione e valutazione dei consumi grazie all'uso di dispositivi elettronici interconnessi tra di loro, semplificando in questo modo il rapporto con gestore del servizio di energia elettrica.

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La seconda novità, lanciata sempre dall'Aeegsi, l'Autorità per l'Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico, riguarda invece l'obbligo - per tutte le società fornitrici di energia elettrica – di effettuare almeno una volta all'anno la lettura dei consumi energetici dei propri clienti. Un obbligo seguito solo in parte, dal momento che molte compagnie energetiche non si attengono a questa regola e ricorrono così ad una valutazione "approssimativa", o meglio stimata dei consumi.

Consumi effettivi e stimati: cosa indicano esattamente?

In merito ai consumi, le voci presenti nelle bollette per l'energia elettrica si differenziano in: stimati, fatturati e rilevati.

I consumi stimati sono consumi presunti determinati dal fornitore di energia nel caso in cui gli intestatari del contratto di fornitura non abbiano effettuato delle autoletture o non siano disponibili letture relative al periodo di fornitura precedente.

I consumi fatturati indicano la quantità di energia consumata e quindi da dover pagare.

I consumi rilevati indicano la quantità di energia consumata tra due letture o autoletture consecutive.

Nel caso in cui i consumi indicati nella bolletta per l'energia elettrica siano fatturati non ci saranno problemi, perché in questo caso i costi si riferiscono proprio alla quantità di energia consumata. Qualche problema può invece esserci nel caso di "conguagli". In questo caso vuol dire che tutte le bollette pagate precedentemente si riferivano a consumi stimati dal fornitore e quindi non corrispondenti ai consumi reali, gli importi delle bollette saranno quindi ridotti o, nel peggiore dei casi, molto elevati.

Ma vediamo nello specifico questi singoli casi:

- se il consumo stimato è inferiore a quello reale, l'importo delle bolletta sarà contenuto ma in questo caso non tarderanno ad arrivare con la prossima bolletta importi decisamente più elevati.

- se il consumo stimato è maggiore rispetto a quello reale, vuol dire che il fornitore ha deciso di includere nei costi anche l'ammontare dell'IVA ed accise per fasce di consumo non reali.