Le tariffe elettriche proposte dall'Autorità per l'energia continuano a suscitare ancora forti perplessità e polemiche. Il nuovo metodo di calcolo per le bollette dell'energia elettrica sembra infatti remare contro il risparmio energetico e le varie iniziative per ridurre le emissioni inquinanti. Secondo le associazioni ambientaliste e quelle a favore dei diritti dei consumatori, le tariffe elettriche non solo favorirebbero il ricorso ai combustibili fossili, ma farebbero anche aumentare i costi delle bollette delle famiglie più numerose.

Il mercato energetico italiano sembra quindi non avere tregua, e dopo l'annuncio degli imminenti rincari dei costi delle forniture domestiche previsti per i prossimi mesi, un nuovo ciclone sembra abbattersi sui consumatori e le loro finanze. La riforma delle tariffe elettriche rivoluzionerebbe di fatti tutte le logiche e le regole per risparmiare sulle bollette della luce, penalizzando per assurdo chi consuma poca energia, come i single, le coppie e i non residenti con bassi consumi. Ma vediamo nello specifico quali sono le novità e i nuovi metodi proposti della riforma.

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Tariffe elettriche: cambiano

Sono già alcuni mesi che l'Autorità per l'energia sta cercando di elaborare un nuovo metodo per calcolare i consumi di energia elettrica. La finalità è eliminare il principio della progressività, che per adesso assicura importi ridotti a chi consuma meno, spostando gli oneri di rete e di sistema dalla parte variabile della bolletta – ovvero l'importo da pagare sulla base della quantità di energia elettrica trasportata sulla rete per soddisfare la richiesta del cliente – alla parte fissa, dove invece sono inserite tutte quelle spese non legate all'importo dei consumi.

In questo modo le famiglie numerose pagheranno una bolletta dagli importi più contenuti, mentre le coppie, i single e tutti coloro che usano poca energia vedranno invece aumentare gli importi delle loro bollette per consumi decisamente contenuti. Ciò vuol dire che risparmiare, incentivare le soluzioni per l'autoproduzione energetica e l'utilizzo delle fonti rinnovabili sarà inutile e per assurdo anche controproducente.

Quali sarebbero le conseguenze?

Se la riforma delle tariffe elettriche venisse attuata dal prossimo novembre, così come previsto, tutti gli investimenti già fatti nel settore delle energie rinnovabili si rivelerebbero di colpo inutili. Anche gli equilibri economici e l'adozione di tecnologie per la sostenibilità ambientale perderebbero di colpo il loro effetto e tutti coloro che hanno adottato sistemi per l'autoconsumo energetico vedrebbero annullare il valore dei loro investimenti.

Per cercare di contrastare questi effetti, si è pensato di adottare la riforma in modo progressivo, ovvero in due anni, dal 2016 al 2018. Si partirebbe quindi con uno spostamento rimodulato degli oneri di sistema per non penalizzare troppo le soluzioni a favore del risparmio energetico e dell'autoconsumo. La riforma sembra infatti incentivare i consumi di energia prelevata dalla rete, disincentivando l'adozione di soluzioni a basso impatto ambientale.

Le reazioni delle associazioni ambientaliste e delle parti politiche

Del tutto contrarie alla riforma sono ovviamente tutte le associazioni ambientaliste. Adusbef, Codici, Greenpeace, Italia Solare, Kyoto Club, Legambiente e Wwf continuano a sostenere il principio del consumerismo ecologico, che prevede maggior risparmio per consumi ridotti. Anche i presidenti delle commissioni Ambiente di Camera e Senato hanno espresso la loro disapprovazione.

Con le tariffe elettriche si rischia di favorire un uso meno efficiente dell'energia, con aumento dei costi delle bollette. ll Governo ha chiesto all'Autorità di valutare l'impatto complessivo della proposta e valuterà i dati che saranno forniti, riservandosi degli opportuni interventi a favore dei consumatori e dei traguardi appena conseguiti in materia di risparmio ed efficienza energetica.