I panelli solari sono un'ottima soluzione per ridurre i consumi di energia elettrica e quindi gli importi delle bollette, soggetti ai continui rincari della materia energetica. Grazie alla possibilità di garantire la produzione di energia in anche in condizioni di luce indiretta, irraggiamento non perpendicolare, cielo nuvoloso e presenza di ombreggiamenti, i panelli fotovoltaici sono ormai diventati una delle soluzioni più diffuse ed apprezzate sia dalle imprese sia dai privati.

Oltre ai numerosi vantaggi per l'ambiente, i pannelli solari consentono di ridurre i consumi di energia elettrica. Un aspetto che può essere ottimizzato se abbinato ad una tariffa energetica conveniente e particolarmente adatta alle specifiche esigenze di consumo. Come spesso ricordiamo ai nostri lettori, monitorare le offerte del mercato è il modo migliore per trovare nuove opportunità di risparmio. Inoltre, con il semplificarsi delle procedure di migrazione, cambiare operatore energetico è diventato ancora più rapido e sicuro.

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Pannelli solari: scopri come ottimizzarne l'uso

Diventati una delle soluzioni energetiche più diffuse e apprezzate a livello mondiale, i pannelli solari sono spesso oggetto di studi mirati ad ottimizzarne l'uso e i livelli di produzione energetica. L'ultima ricerca è stata condotta da un team di ricercatori canadesi, della Michigan Technological University della Queen's University, che hanno cercato di individuare il modo per incrementare la produzione di energia prodotta dai pannelli solari fino al 30% in più.

Secondo i risultati degli studi condotti, un modo efficace per ottimizzare le produzione energetica è riuscire a catturare la maggiore quantità di luce, con particolare attenzione a quella che in genere va sprecata, e che spesso finisce nello spazio tra le fila dei pannelli solari. Lo studio, pubblicato sul Journal of Photovoltaics, ha subito suscitato un forte interesse. Ma vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Come recuperare l'energia "sprecata"?

Secondo quanto emerso dallo studio, la distanza esistente tra i vari pannelli solari sarebbe la principale fonte di spreco. Infatti, una significativa parte di energia si disperde proprio perché la luce finisce tra le fila di moduli fotovoltaici. La soluzione secondo i ricercatori sarebbe quella di collocare dei riflettori in questi spazi in modo da recuperare, e quindi riflettere, la luce solare sui pannelli. Si tratta di dispositivi poco usati perché considerati poco efficaci.

Infatti, i riflettori al momento disponibili non sono in grado di sostenere gli sbalzi di temperatura e quindi non riescono a garantire un irraggiamento uniforme, annullando così gli effetti dei moduli fotovoltaici. Per eliminare questo problema, sono stati elaborati dei sistemi in grado di sfruttare la distribuzione della riflettanza bidirezionale, una funzione già usata in altri settori, che permette di prevedere come si disperderà la luce.

I primi esperimenti condotti su un impianto fotovoltaico a Kingston, nell'Ontario, hanno dimostrato un aumento dell'efficienza del +18% nel caso di pannelli standard, non inclinati con l'angolazione ottimale e nel caso di pannelli già inclinati nel modo ottimale, l'efficienza è aumentata invece del 45%, ma i ricercatori sono convinti che questa percentuale possa assestarsi su livelli medi del 30%.