Le difficoltà possono abbattere o esaltare. Con la crisi che scompagina gli equilibri economici globali e un'emergenza energetica incalzante, i cittadini hanno imparato a correre ai ripari, chi riducendo al minimo gli sprechi, chi ponendo le tariffe luce e gas a confronto alla ricerca del pacchetto più vantaggioso, chi facendo entrambe le cose. Il bisogno di far fronte a spese divenute insostenibili risveglia anche una maggior coscienza sociale e una nuova sensibilità verso le tematiche green, vuoi per necessità, vuoi per una maggiore consapevolezza sulla tematica.

La possibilità di mettere Edison e i suoi prodotti a confronto con Enel, Eni e le altre compagnie, risponde a una logica di preservazione dei propri risparmi, utilissima nella gestione famigliare ma che nulla ha a che fare con la questione ambientale. La risposta più impattante e incisiva alle problematiche energetiche è legata alle risorse alternative, che diventano sempre meno alternative e sempre più un bene primario per far fronte ai nuovi equilibri mondiali e a una domanda in crescita esponenziale.

Così, il mondo intensifica il proprio sforzo: stando all'ultimo rapporto annuale di Bloomberg New Energy Finance, gli investimenti nel rinnovabile sono aumentati del 16% in tutto il 2014, quantificabile in un impegno da 310 miliardi di dollari, un ammontare che supera di cinque volte le cifre dispiegate dieci anni fa nel settore delle energie verdi.

La Cina registra il tasso di crescita più incisivo, con un aumento del 32% di investimenti nel rinnovabile, seguito da Canada (+26%) e India (+14%). La crescita del mercato asiatico è confermata anche dal +12% del Giappone, in aumento anche gli invetimenti negli Stati Uniti (+8%) e in Sud Africa (+5%).

L'energia solare si conferma leader della categoria, con un aumento del 25% degli investimenti; seguono l'eolico con un +11% e le tecnologie energetiche intelligenti (le smart grid), con un +10%.

L'Europa rappresenta la nota dolente della ricerca. Il Vecchio Continente aumenta gli investimenti nel rinnovabile, ma con tassi di crescita marginali; rispetto all'anno precedente, nel 2014 le risorse economiche dispiegate nel comparto green sono appena dell'1% superiori, con tassi di crescita certamente non esaltanti.

Italia pecora nera. Nel Belpaese la questione energetica non sembra aver attecchito, quasi come se noi vivessimo in una realtà parallela, estranea alle dinamiche che orientano un trend globale: gli investimenti nel rinnovabile registrano un crollo del 60% in un anno. A sospingere l'ondata di disinvestimenti è stata soprattutto la nuova politica di tagli agli incentivi.

In generale, i dati sono estremamente positivi e hanno colto persino di sorpresa gli esperti, i quali stimavano una crescita intorno ai 10 punti percentuali. "I risultati hanno superato le nostre aspettative – ha dichiarato Michael Liebreich, presidente di Bloomberg New Energy Finance - soprattutto grazie all'energia solare, protagonista di enormi miglioramenti di costi-competitività negli ultimi anni".