L'energia alternativa è la risposta più concreta all'emergenza energetica che, fra aumento del fabbisogno mondiale e necessità di sviluppare fonti ecosostenibili, si fa sempre più pressante. A ciò si aggiunge il desiderio di abbattere i costi di produzione, i quali si ripercuotono su bollette sempre più salate. I cittadini hanno imparato a porre rimedio limitando gli sprechi e mettendo le tariffe luce e gas del mercato a confronto, in modo da sfruttare al meglio le possibilità offerte dal libero mercato.

Energia alternativa dalle olive

Dal prossimo 31 giugno, il mercato energetico del gas diventerà totalmente libero, e scegliere con attenzione il proprio operatore diventerà ancora più importante. La scelta non sarà facile e per prenderla, sarà necessario, o quantomeno consigliabile, informarsi su Eni e i suoi prodotti e compararli a quelli di Enel, Illumia, ecc. Nel frattempo, però, la tecnologia green continua a fornire continue innovazioni e ad alimentare il settore dell'energia alternativa.

L'ultima è quella che giunge dalla Spagna, da Granada per la precisione, dove il KTh Royal Institute of Technology ha messo a punto un sistema in gardo di produrre energia sfruttando gli scarti di lavorazione delle olive.

Come funziona

Il processo di produzione di energia alternativa dalle olive si articola in tre fasi:

- Vengono raccolti gli scarti delle olive utilizzate per la produzione dell'olio e trasformati, attraverso un biodigestore, in un biogas composto da metano, anidride carbonica e composti di zolfo;

- Il biogas viene trasformato in anidride carbonica e idrogeno, i quali alimentano una cella combustibile;

- Nell'ultima fase, nella cella viene aggiunto dell'ossigeno il quale, mescolandosi al resto del composto, produce energia elettrica.

Un processo senza rischi

Le sostanze di natura tossica utilizzate durante il processo non rappresentano alcun rischio per la salute né per l'ambiente, al punto da poter essere smaltite come normalissimi rifiuti alimentari. A chiarirlo è stata Carina Lagergren, responsabile del progetto: "Le celle a combustibile – ha spiegato – vengono alimentate con i contaminanti che si trovano nell'olio d'oliva o nell'ambiente in cui operano le celle come il solfuro di idrogeno e l'ammoniaca."

Capacità attuale e futura

L'energia alternativa generata dal sistema iberico, oggi è in grado di generare circa 1 Kw di potenza, un traguardo lontanissimo da quello che gli stessi gestori dell'impianto si sono dati per il futuro. L'obiettivo è quello di essere in grado di generare 200 Kw, che significherebbe soddisfare in maniera autonoma il 50% del fabbisogno dell'intero stabilimento.