Lavorare per pagare le tasse, è una sensazione che accomuna molti italiani e che ora trova conferma anche nei dati diffusi dall'Istat di cui abbiamo già discusso qualche settimana fa. Nel report "I consumi energetici delle famiglie" si attesta che nel corso dello scorso anno il costo di luce e gas ha superato i 42 milioni di euro, che tradotto in valore per singola famiglia significa 1.635 euro. Una ragione in più per fare qualche tentativo di ricerca, ad esempio ponendo le offerte luce e gas presenti sul mercato a confronto, alla ricerca di quelle più convenienti.

Scendendo nello specifico, l'indagine dimostra che i consumi di luce ed energia sono diversi tra il Nord e il Sud Italia. Un divario di circa 400 euro che penalizza le famiglie settentrionali, da sempre più sensibili alle proposte dei vari gestori e quindi inclini ad informarsi su Edison e le sue offerte, Eni e gli altri operatori del settore alla ricerca di qualche opportunità di risparmio. Nel report diffuso, si delinea anche una differenza tra le famiglie del nord–est e quelle del nord-ovest, in cui i costi sono lievemente più alti. Tra le regioni si aggiudica il triste primato la Valle d'Aosta con una media di 2.000 euro, seguono Emilia Romagna, Veneto, Lombardia e Piemonte. All'opposto, la spesa in assoluto più contenuta si registra in Sicilia, seguono la Campania, il Lazio e la Puglia .

Ad influenzare i costi per i consumi energetici sarebbe principalmente la dimensione del nucleo famigliare, che può toccare le soglie dei 2.102 euro per le famiglie con 5 o più componenti. Così, una famiglia composta da 5 membri spende in media annualmente il 55% in più rispetto al singolo. I consumi sembrano aumentare nelle famiglie composte da anziani, che utilizzano maggiormente i sistemi di riscaldamento. La presenza dei figli è un ulteriore fattore di crescita di spesa. Una quota rilevante di spesa è destinata all'illuminazione, agli elettrodomestici e apparecchiature elettriche e di raffreddamento degli ambienti. Sulla spesa media energetica incidono molto meno i consumi di GPL, legna e pellets e gasolio, usati marginalmente per il riscaldamento.