La crisi energetica tocca vertici mai conosciuti prima d'ora. E lo fa su tutta la linea, dai prezzi stratosferici delle bollette che mettono in ginocchio gli italiani alla ribellione di un ecosistema che manifesta sempre più compiutamente il proprio livore per le nuove tendenze ai consumi globali. Gli italiani sono sempre più soliti mettere Enel a confronto con le tariffe di Eni, Edison o degli altri operatori del settore, nel tentativo, spesso riuscito, di porre un limite ad un prelievo forzoso che si è fatto piaga sociale, un salasso che trova nelle bollette di luce, gas e riscaldamento una mannaia affilatissima del sistema economico delle famiglie. Parallelamente, i consumatori stringono la cinghia e battono i denti, riducendo gli sprechi finché è possibile, nella speranza di decurtare di qualche ero le uscite.

Porre le tariffe luce e gas a confronto fra loro, così come quelle del riscaldamento e dell'energia elettrica, è divenuta prerogativa di una grossa fetta di famiglie italiane, da un lato perché si rivela un metodo efficace e semplice da fruire, dall'altro perché la tecnologia rinnovabile, sebbene in continua crescita, non sembra ancora in grado di convincere a pieno i cittadini del Bel Paese. Eppure lo sarà presto, o così dovrebbe essere. L'ultimo rapporto ONU parla chiaro: o si riducono a zero le emissioni o il mondo rischia. Tantissimo.

Il 'Rapporto sul riscaldamento globale delle Nazioni Unite', presentato il 2 novembre scorso a Copenaghen, ha presentato le conclusioni di tre differenti studi sul clima ed è stato approvato dal Gruppo Intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc). In realtà gli studi non hanno fatto emergere dati inediti bensì rafforzato con maggior veemenza ciò che già si sapeva. I ricercatori coinvolti si dicono convinti al 95% che le cause del riscaldamento globale siano dovute all'emissione incontrollata dei gas serra dovuti all'utilizzo di carburanti fossili e alla deforestazione massiva effettuata negli ultimi due secoli.

Lo scioglimento dei ghiacciai e l'innalzamento delle temperature medie sono solo le prime avvisaglie di una realtà ecologica sull'orlo della crisi ambientale. La china è a dir poco preoccupante e il rischio è quello di causare danni irreversibili se le emissioni non saranno ridotte quasi a zero entro la fine del secolo. I rimedi si conoscono già: energie rinnovabili, rompere la dipendenza dal petrolio, educare la gente a consumare in maniera intelligente.