Oggi, grazie a internet, è più facile risparmiare sull'energia rispetto ad alcuni anni fa. Molte sono le imprese del settore che sono nate in questi anni di liberalizzazione ed è sempre più facile riuscire a trovare offerte di Enel, Eni, Acea, Illumia e altre, ma non è sufficiente per raggiungere quelli che sono gli obiettivi comuni imposti ai paesi dell'Unione europea.

Risparmiare sul costo dell'energia e limitare i consumi è importante nel quotidiano, ma è necessario un piano d'azione comune. A breve l'esecutivo del governo Renzi dovrebbe quindi varare un decreto legislativo sull'efficienza ed il risparmio sull'energia che percepisca la direttiva 2012/27 Ue, atte a garantire e ad accelerare quello che è il progetto europeo denominato "20-20-20".

Gli obiettivi di questo progetto sono: la riqualificazione annuale, a partire dallo scorso 1° gennaio, di almeno il 3% della superficie coperta utile totale degli edifici riscaldati e raffreddati di proprietà dello Stato, l'introduzione di campagne obbligatorie di diagnosi energetiche nel settore industriale, l'elaborazione di una strategia di medio e lungo termine per la riqualificazione energetica del parco edilizio nazionale residenziale e terziario, pubblico e privato.

Il governo provvederà a introdurre misure innovative con l'obiettivo di promuovere l'efficienza nell'edilizia pubblica dell'amministrazione centrale, in quella pubblica e privata e in altri processi e sistemi di produzione e distribuzione dell'energia nel settore domestico. Queste misure dovrebbero riuscire ad essere coerenti con gli obiettivi imposti da Bruxelles, ossia quello di ridurre entro il 2020 i consumi di energia primaria del 20%.

Per la promozione di questo progetto così ambizioso verranno erogati circa 800 milioni di euro dal 2014 al 2020. Già molte sono le proposte fatte reperire alle Commissioni Ambiente della Camera e Sviluppo economico del Senato da parte del Consiglio Nazionale degli Architetti, quello dei Geometri e Legambiente.

Oltre a questo le tre organizzazioni lamentano il ritardo da parte dello Stato italiano nel recepire la Direttiva europea, incolpando il mancato interesse dei vari governi che si sono succeduti in questi anni alla tematica. Secondo questi tre organizzazioni per una maggiore efficienza nei lavoro bisognerebbe creare una struttura nazionale in capo alla presidenza del Consiglio dei ministri poiché tutt'ora rimane una situazione di confusione su chi dovrebbe occuparsi di efficienza energetica edilizia che dovrebbe andare o al ministero dello Sviluppo economico o quello dell'Ambiente o delle Infrastrutture.