Sono molte famiglie italiane cercano di risparmiare sulle utenze domestiche, e soprattutto sulla bolletta della luce. Un buon metodo da adottare in questi casi è ad esempio scegliere una tariffa vantaggiosa e in linea con le proprie abitudini di utilizzo, magari facendo un confronto tra le tariffe proposte dalle tante compagnie energetiche che fanno parte del libero mercato dell'energia

Alcuni utenti ritengono invece che un buon modo per risparmiare su luce e gas, è affidarsi sia al servizio di Maggior Tutela, dove i prezzi vengono stabiliti periodicamente dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas (Aeegsi). Una recente indagine di Acquirente Unico rivela, però, che gli italiani sono più propensi a rimanere nel mercato tutelato piuttosto che passare al mercato libero, poiché ritenuto sostanzialmente più rischioso anche se il risparmio può essere maggiore. Un'altra ricerca, questa volta da parte di Nomisma, va a porsi come corollario della precedente.

Secondo l'indagine infatti affidandosi al mercato libero si può risparmiare addirittura "mille 100 euro su una spesa media di mille 700 euro l'anno", come sostiene il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli. Un risparmio incredibile, certo, ma solo per i più abili a districarsi tra le centinaia di offerte degli operatori.

Offerte che non sono sempre trasparenti: errori di fatturazioni, sovra costi e altri rischi del libero mercato. Secondo Tabarelli, però, "non ci sono solo truffe e bollette pazze" ma anche grandi benefici e quindi grandi risparmi economici.

Tuttavia, le Associazioni dei Consumatori puntano spesso il dito contro gli operatori del libero mercato dati alla mano. Per esempio, dal 2011 a oggi ci sono stati 33 mila appelli rivolti alle associazioni per presunte truffe e scorrettezze da parte dei fornitori di energia.

In particolare, 54% di esse per aver riscontrato problemi nella fornitura di elettricità, 32% per il gas e 13% per gas e luce insieme. Un record di denunce soprattutto per le scorrettezze nelle fatturazioni, che hanno riguardato circa il 46% degli appelli totali.