Il tema della riqualificazione energetica degli edifici è di fondamentale importanza in Italia perché per poter ottimizzare le risorse energetiche è bene partire dalle fonti di spreco. Confrontare le offerte di Enel con quelle di Eni e degli altri operatori può rivelarsi utile nel caso di piccoli e medi consumatori.

In questi casi, per risparmiare sui costi dell'energia è necessario ricercare stili di vita sani e fare scelte opportune che ci permettano di ridurre non solo i consumi ma anche i costi della luce e del gas, per esempio, passando alle rinnovabili.

Nel caso di grossi edifici (soprattutto antichi) diffusi su tutto il territorio nazionale e facenti parte del contesto della pubblica amministrazione, quello che serve per poter ottimizzare i consumi e quindi risparmiare energia, è uno stimolo che arrivi dall'alto, ovvero dall'Europa.

E pare che questo stimolo sia finalmente arrivato: è stato dato il via libera ad un decreto legislativo che, recependo la direttiva europea 2012/27, stanzierà 800 milioni di euro per riqualificare, da oggi al 2020, tutti gli immobili appartenenti alla pubblica amministrazione.

Questa la misura principale del decreto legislativo che è stato varato dal Consiglio dei ministri per ottemperare alla direttiva europea sull'efficienza energetica che tende a tagliare il 20% dell'energia primaria entro proprio il 2020.

Sarano stanziati 800 milioni di euro dal 2014 al 2020 e di questi, 355 saranno destinati a migliorare l'efficienza energetica degli immobili della Pubblica Amministrazione centrale, quindi saranno escluse le scuole e gli ospedali, che avranno l'obiettivo di riqualificare il 3% della loro superficie.

La mancanza degli obiettivi porterà Bruxelles ad attivare delle procedure ad hoc in casi di infrazione: pare che il monitoraggio dell'operazione, infatti, sia stato molto curato da parte dell'Unione.Tutti i risultati, infatti, saranno raccolti dall'Enea annualmente e, insieme ai dati del consumo degli edifici delle PA, saranno inseriti in un portale web creato ad hoc.

E non finisce qui: perché altri 350 milioni saranno stanziati dal Fondo rotativo del Mise per riqualificare gli edifici residenziali, mentre altri 7 milioni saranno investiti in comunicazione e formazione sia verso le imprese sia per le Pubbliche amministrazioni.

«Consumare meno e meglio - afferma il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi - un'economia più efficiente sotto il profilo energetico è la chiave di volta per rilanciare la crescita economica e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro connessi alla diffusione di soluzioni tecnologiche innovative»

Un pensiero che si sposa con quanto detto dal ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti, che ha voluto sottolineare che «se pensiamo che il consumo degli edifici pubblici è pari al 18% di quello generale dello Stato, si comprende come acquisisca assoluto rilievo già il solo obiettivo di 'ambientalizzazione' del nostro patrimonio pubblico immobiliare».

Prende parte al dibattito anche Ermete Realacci, il presidente della Commissione Ambiente della Camera, che esprime così la sua soddisfazione in merito al decreto: secondo lui, questo, è «un passo positivo del Governo» anche se «risorse ancora più ingenti sono previste nei fondi strutturali 2014-2020 - ricorda - e dunque è importante che tutte le azioni previste per l'efficienza siano coordinate tra loro».