Nell'ottica di un consumatore, risparmiare sul costo dell'energia elettrica è fondamentale. Risparmiare, però, non significa solamente scegliere l'operatore più vantaggioso, ma anche attuare delle strategie volte ad ottimizzare i consumi e sfruttare sempre di più le energie rinnovabili.

Questi, tra gli altri, i temi affrontati lo scorso 14 aprile allo Smart Grid Forum organizzato dal Gruppo Italiaenergia. In questo articolo ci vogliamo in particolare concentrare sull'intervento di Jon Stromsather, rappresentante della compagnia energetica Enel e in particolare di Enel Distribuzione.

Secondo Enel Distribuzione, i pilastri tecnologici sulle quali si reggeranno le smart grid e, in senso più lato, le smart cities, sono quattro: gli smart meters, ossia i contatori intelligenti e comunque tutte quelle infrastrutture necessarie al coinvolgimento degli utenti nell'autocontrollo dei consumi. Fondamentale, poi, l'integrazione nella rete delle energie rinnovabili, la cui produzione è, per la stessa natura della fonte di energia, discontinua.

Un ruolo fondamentale della costruzione della smart city, poi, sarà ricoperto dalla mobilità elettrica: in questo senso Enel Distribuzione ha già realizzato un'infrastruttura innovativa di ricarica, progettata per garantire flessibilità al cliente senza impattare troppo sulla rete.

Infine, la rete dovrà passare da passiva ad attiva: se fino ad ora, infatti, l'energia così come le informazioni che la riguardavano ha avuto un percorso esclusivamente unidirezionale, dal centro alle periferie, con la diffusione delle energie alternative questo scenario è destinato a cambiare profondamente. Gli attori che si interfacciano alla rete si sono moltiplicati ed è per questo che questa deve diventare più flessibile ed interattiva, in grado di integrare e gestire in modo adeguato le diverse azione degli attori che partecipano.

Come verrà concretamente realizzata la smart grid? Partendo da progetti pilota che, qualora dimostrassero la loro validità, saranno ampliati. Tra questi, ricordiamo Active Puglia Network, che tra il 2014 e il 2018 si propone, con un budget di 170 milioni di euro, di attrezzare con impianti di energia rinnovabile tutta l'area rurale della regione. O ancora Green Me, progetto che vede la collaborazioni tra le regioni nord occidentali dell'Italia e quelle del sud della Francia per la diffusione delle energie rinnovabili.

Quanto detto finora dimostra come le iniziative in tema di smart grid, efficienza energetica ed energie rinnovabili siano sempre più importanti per i distributori del settore, ma anche che la strada da percorrere è ancora lunga e piena di ostacoli. Tra le barriere più difficili da superare c'è sicuramente l'instabilità del quadro normativo, ma anche i costi ancora elevati di questi investimenti il fatto che, nonostante siano gli operatori ad investire, poi i benefici vadano a tutto il sistema.

Il fattore più importante, però, rimane il coinvolgimento dei consumatori per far sì che venga raggiunta quella consapevolezza dei propri consumi e quella capacità di ottimizzazione degli stessi che è alla base del concetto di smart grid. In questo senso, riveste un ruolo fondamentale l'informazione, che deve essere esaustiva ma allo stesso tempo comprensibile ai più.

In questo senso ricopriranno un ruolo fondamentale gli smart meters, ossia in contatori intelligenti, già largamente diffusi nelle case degli italiani. Questi contatori, infatti, dovranno essere collegati a display semplici e intuitivi che i consumatori potranno utilizzare per controllare i propri consumi e quindi modificarli in base alle informazioni trasmesse.

Bisogna chiedersi, però, come stimolare i consumatori stessi ad investire in queste tecnologie. La possibilità di risparmiare è senza dubbio importante, ma qui si parla ancora di risparmi ridotti che senza dubbio non sono sufficienti a convincere i più ad un cambiamento così radicale. Con le tariffe attuali, infatti, non viene offerta ai consumatori una vera motivazione economica a cambiare i propri consumi.

Un esempio calzante è rappresentato anche dalla mobilità elettrica: nonostante gli sforzi per la diffusione delle colonnine di ricarica e i diversi incentivi connessi al possesso dell'auto elettrica (possibilità di entrare nelle zone a traffico limitato, parcheggi gratis in molte città e così via), questa forma di mobilità stenta a decollare.

I motivi sono essenzialmente due: il primo, di ordine economico, riguarda il costo ancora troppo elevato delle automobili. Il secondo, riguarda i tempi di ricarica, ancora lunghi e quindi disagevoli rispetto a quelli delle macchine tradizionali.

Insomma, lo sviluppo delle tecnologie e di progetti è sicuramente fondamentale ma non bisogna perdere di vista il vero destinatario di questi investimenti, ossia il consumatore. Solo se questi interventi sapranno adeguatamente stimolare gli utenti, infatti, potremmo realmente iniziare a parlare di smart grid e smart cities.