Quando si parla di energia non si può prescindere dal parlare di risparmio energetico. Con questo termine di intende sia un risparmio economico, che per i consumatori deriva da una scelta oculata della migliore tariffa tra quelle proposte da Enel Energia, Illumia e così via, ma anche un risparmio delle risorse, finalizzato alla tutela dell'ambiente.

In particolare, risparmiare sui costi dell'energia elettrica sta assumendo un'importanza sempre più rilevante non solo nelle vite dei consumatori, ma anche per i Governi, che sono chiamati a trovare le soluzioni migliori per ottimizzare la gestione delle risorse, incentivare l'efficienza energetica e quindi garantire nuove forme di risparmio per i cittadini.

L'impegno del Governo italiano in queste tematiche è stato illustrato da Marcello Capra, rappresentante del Ministero dello Sviluppo economico, durante lo Smart Grid Forum. In particolare Capra si è occupato di fare da moderatore durante l'intervento di Mattia Sica, di Federutility, di Gabriella Crotti, dell'Istituto Nazionale di Ricerca Metrologico, e di Valentina Ferrari e Melika Righi, di Hera.

In quanto delegato del SET (Strategic Energy Technology), plan europeo per lo sviluppo delle smart grid e delle smart cities, Capra ha iniziato la sessione da lui moderata illustrando i diversi progetti europei in questo settore e il loro stato di avanzamento.

L'Unione europea, infatti, ci chiede di investire nell'integrazione delle tecnologie che andranno a comporre le smart grid, creando così un circolo virtuoso che avrà come risultato non solo quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini, ma anche di creare occupazione in settori non ancora saturi del mercato.

Il Ministero dello Sviluppo Economico è quindi impegnato nel recepimento delle direttive europee sui temi di efficienza energetica e integrazione delle tecnologie, nonché nella partecipazione ai programmi per il finanziamento e l'innovazione nel settore energetico.

Il progetto sul quale attualmente si basa la strategia di azione de MiSE è Horizon 2020: il budget di questo progetto è di 70 miliardi di euro, un notevole passo avanti se si pensa che per il precedente programma comunitario erano stati stanziati 54 miliardi.

Quali sono le iniziative da adottare per lo sviluppo delle smart cities? Innanzitutto è necessario un piano per la riqualificazione energetica dell'edilizia pubblica e sociale, ma anche di un piano per aumentare l'efficienza nel settore dei trasporti. Inoltre, è necessaria una stabilizzazione del quadro normativo e incentivante in materia di impianti di energia rinnovabile ed efficienza energetica. Infine, sono necessari degli interventi per lo sviluppo delle smart grids.

In pratica, è necessario puntare su un'accurata certificazione energetica degli edifici, semplificare le procedure amministrative in materia di efficienza energetica, ma anche aumentare la quota di energia proveniente dalle fonti rinnovabili.

Per raggiungere questi obiettivi il MiSe lavora in collaborazione con Enel, Enea, Cnr, ma anche con il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, ad esempio co-finanziando progetti di ricerca industriale, per lo sviluppo delle reti intelligenti e così via.

Insomma, quando si parla di smart grid e smart cities si parla soprattutto di efficienza energetica, che è infatti la soluzione più semplice ed economica per abbattere le emissioni di CO2. Tutte le iniziative messe in atto dai vari governi, quindi, devono avere soprattutto l'obiettivo di creare le condizioni per l'adozione massiva di tecnologie finalizzate all'efficienza energetica: ad esempio, si devono premiare le città che i impegnano di più nell'ottimizzazione energetica dei loro edifici, nel miglioramento delle sistemi di trasporto e delle reti energetiche e così via.

Questi obiettivi, però, sono ostacolati da diverse barriere, come i costi di investimento e la percezione che abbiano una bassa priorità. Tuttavia la barriera più difficile da superare è senza dubbio la mancanza di una corretta informazione: non si può infatti parlare di smart city se i cittadini che la abitano non sono individui informati e sensibili a queste tematiche.

È quindi necessario varare strategie che coinvolgano attivamente i cittadini, in modo da renderli consapevoli dell'importanza dei cambiamenti e della loro necessità. Infine, i cittadini-consumatori devono essere consapevoli che il successo della smart cities e dell'efficienza energetica dipende anche e soprattutto dai loro comportamenti e dal proprio stile di vita: insomma, è inutile creare edifici intelligenti se chi li abita non è interessato a sfruttarne le potenzialità.