Le preoccupazioni per il nostro pianeta, vessato e oppresso da un inquinamento che non solo non accenna a diminuire, ma in alcune parti del globo aumenta, è un tema sempre più toccato da governi e consumatori: dal canto loro, questi ultimi si vedono anche costretti a fare i conti col proprio portafogli, dettaglio da non sottovalutare. Fatto sta che nello scegliere le offerte di gas per il riscaldamento l'attenzione degli utenti va sempre più sulla salute del nostro pianeta, e a ragione.

Quest'impegno viene sempre più spesso profuso anche nel confrontare i prodotti di Edison con quelli di altri operatori, che offrono ormai quasi tutti proposte adatte a tasche e spirito green, come la scelta tra la classica tariffa monoraria e quella bioraria, che consente di risparmiare energia quando la casa è meno frequentata.

Ma l'attenzione più grande sulle sorti del nostro pianeta è quella di Greenpeace che proprio in questi giorni rivela alcune importanti informazioni sul tema dell'energia prodotta da fonti rinnovabili, che rappresenterebbe ovunque un'ottima soluzione al problema dello "stress" cui sottoponiamo continuamente l'ambiente circostante per illuminare e scaldare case e uffici.

Secondo i dati del rapporto chiamato, profeticamente, "Chiusi nel passato: perché i big dell'energia europei hanno paura del cambiamento", vengono illustrate le mancanze dei grandi gestori ed erogatori di energia in Europa e, vi assicuriamo, ce n'è per tutti.

A quanto pare, il 58% dell'energia prodotta in Europa proverrebbe da fonti rinnovabili, ma solo il 4% dell'energia che viene erogata e prodotta dalle compagnie più importanti verrebbe dal rinnovabile e nonostante sia cresciuta in Europa la domanda di energia da fonti rinnovabili, queste grandi aziende avrebbero aggiunto altre 58GW di capacità da fonti non rinnovabili, i carburanti fossili.

Questa cifra, che corrisponderebbe secondo Greenpeace a tutti gli impianti alimentati a combustibile fossile in Germania, andrebbe ridotta di 50 GW, una quota che comunque consentirebbe di farle restare ai già elevati livelli di profitto raggiunti nel 2012.

In Europa, l'impiego di fonti di energia rinnovabile è quindi molto basso, se si eccettua l'idroelettrico, che è l'unico a tenere. E nel nostro Paese? Si prende ad esempio negativo l'azione di Enel, che ancora produce a carbone il 50% della sua elettricità, a scapito di eolico e altre fonti green (rispettivamente 3,6% e 3,1%).