Il pensiero di risparmiare qualcosa ogni mese in bolletta? Probabilmente una costante nella mente del consumatore che, davanti alla cassetta della posta, riflette sul suo consumo di energia. Tuttavia, proprio perché magari abbiamo scelto con attenzione tra le offerte di gas per il riscaldamento migliori e quelle per l'energia elettrica, può capitare di chiedersi perché la cifra da pagare sia così elevata.

Infatti, attraverso i portali di confronto online è sempre possibile comparare tra loro i prodotti di Heracomm con quelli di altri operatori per scegliere in base alle nostre esigenze di consumo e spesa: ma allora perché ci sembra di aver speso troppo?

A questa domanda risponde il dossier "Tutti in classe A" di Legambiente, che spiega ai consumatori italiani il reale spreco che non loro direttamente, ma le loro case prima di tutto mettono in atto: su circa 500 edifici in 47 città italiane, infatti, si registrano perdite di calore in inverno e in estate, che costano al consumatore tra i 1000 e i 1500 euro ogni anno.

Si tratta di cifre salatissime da pagare, e tutto per colpa delle nostre abitazioni, costruite o non ristrutturate nel rispetto delle norme di efficienza energetica. Si è espresso su questo tema Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente, facendo notare che si tratta di una piaga che colpisce edifici di ogni fascia.

"Purtroppo anche in case progettate da architetti di fama internazionale e costruite negli ultimi dieci anni, come mostrano le termografie realizzate su edifici costruiti a Milano, Roma e Alessandria da Fuksas, Krier e Portoghesi, l'analisi a infrarossi ha dato risultati simili a quelli di altri palazzi recenti di firme meno prestigiose, con difetti nelle superfici perimetrali ed elementi disperdenti nelle strutture portanti", dichiara infatti Zanchini.

Investire in efficienza energetica allora sarebbe un'ottima soluzione, anche perché di certo quei 5 o 10mila euro di investimento iniziale ci permetterebbero di risparmiare su quegli 80 - 120 euro che buttiamo via in bolletta per colpa degli sprechi. Senza contare che andrebbero in soccorso del settore edile, in crisi da ben sei anni.

In questi termini parla anche l'Europa, con la direttiva 31/2010: dal 2019 gli edifici pubblici e dal 2021 quelli privati dovranno rispondere a norme di efficienza energetica, autoproducendo anche energia con fonti rinnovabili. A questa chiamata dovrà rispondere anche l'Italia entro il 30 aprile 2014, con un progetto finalizzato. Chissà che non diremo a breve anche noi addio allo spreco.