Il sistema Italia ha sostenuto un onere annuale per l'importazione di risorse energetiche pari a 56,1 miliardi di euro, in calo di 8.8 miliardi rispetto al 2012. L'incidenza sul pil è stata del 3.6% rispetto al 4.1% dell'anno precedente.

Cause

Il risparmio è stata determinato da una serie di fattori: il ciclo economico negativo ha causato una riduzione dell'attività economica e modificato le abitudini degli italiani che ora sono più sensibili al tema del risparmio energetico, gli investimenti effettuati negli ultimi anni hanno portato ad un tendenziale aumento di efficienza del sistema nell'impiego delle risorse e infine la componente puramente monetaria dell'apprezzamento dell'euro nel confronto delle altre valute nel corso dell'anno.

Prezzi e Fiscalità

I prezzi finali al consumo sono fortemente distorti da una tassazione sui prodotti energetici fra le più alte d'Europa. Il ricorso eccessivo alla leva fiscale e gli schemi di tariffazione che non incentivano il risparmio energetico nelle attività industriali sono le criticità più rilevanti da affrontare per aumentare la competitività del paese.

Dipendenza

L'indice di dipendenza energetica vede l'Italia attestarsi ad un livello superiore all'82% con le risorse interne che coprono appena il 6-7% della domanda. La media dell'Unione Europea è del 54% e i maggiori partner sono tutti meglio posizionati: Spagna al 76%, Germania poco sopra 61%, Francia sotto il 48%, e Regno Unito al 36%.

Mercato elettrico e trasporti

I risparmi maggiori sono dovuti a petrolio e gas e questo è dovuto al calo della produzione nel settore termoelettrico (-12%) causato dalla contrazione dell'attività industriale, una riduzione dei consumi di benzina e diesel (-5%) e un apprezzamento dell'euro nei confronti della valuta di riferimento nel mercato energetico, il dollaro americano.

Il mercato elettrico è stato caratterizzato da una domanda in calo del 3.4% rispetto al 2012. Il fabbisogno è stato coperto da un mutamento del mix che, come detto, ha visto ridursi il contributo delle fonti fossili e aumentare del 30% l'apporto dalle fonti rinnovabili continuando a determinare una riduzione del prezzo orario medio dell'energia elettrica.

Sussidi

L'onere in termini di incentivi diretti monetari per le fonti rinnovabili hanno raggiunto nel 2013 il tetto annuo programmato pari a 6.7 miliardi di euro, con importi effettivamente erogati pari a circa 6 miliardi. Le altre fonti fossili godono di sussidi indiretti stimati in circa due miliardi l'anno.

Previsioni 2014

L'Unione petrolifera italiana stima una bolletta energetica per il 2014 sui 54 miliardi di euro considerando l'ipotesi che il principale driver, il prezzo del greggio, rimanga compreso fra 95 e 120 dollari al barile.

Tendenze storiche

L'aumento dei prezzi delle fonti fossili è stato controbilanciato dal mutamento del mix con la quota della fonte più costosa, il petrolio, che si è ridotta dal 60% al 45% nel corso degli ultimi 20 anni; ad oggi il gas risulta essere l'idrocarburo più economico in Europa con un prezzo di 485 euro/tep contro gli 816 euro/tep del petrolio. L'Italia è il terzo consumatore di gas in Europa dopo Regno Unito e Germania ma il previsto sorpasso ai danni del petrolio non è ancora avvenuto.