Vi è arrivata la bolletta salata? È inutile imprecare; arrivati a questo punto possiamo solo imparare dai nostri errori. Ecco alcune accortezze che possono aiutarci a consumare meno elettricità.

Frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie con guarnizioni di tenuta consumate: se notate eccessiva brina nel frigo, perdite di acqua o di vapore dal cestello della lavatrice o fuoriuscita di calore dalla lavastoviglie (tutte cose che fanno consumare inutilmente elettricità), date un occhiata alle guarnizioni; forse è arrivato il momento di cambiarle.

Cestelli della lavatrice rumorosi: un rumore anomalo del cestello può significare che il suddetto stia lavorando male: potrebbe, ad esempio, avere il baricentro dell'asse motrice spostato o deformato (un altro sintomo è la lavatrice che sobbalza eccessivamente) o qualcosa che lo frena. Anche in questo caso è opportuno procedere ad una manutenzione della macchina (chiamate ovviamente un tecnico competente: i "fai da te" quando non si è capaci di fare da sé possono peggiorare la situazione e questo vale per tutte le riparazioni di casa).

Elettrodomestici con classi di consumo troppo basse: che si parli di lavatrici o di frigoriferi o di climatizzatori, ogni apparecchio possiede una propria classe di consumo calcolata in base alla quantità di energia elettrica necessaria per poter funzionare. Tali classi vanno dalla A (cioè massimo risparmio di corrente) alla G (i dati tecnici li trovate sull'etichetta, altrimenti chiedete al negoziante). Ovviamente, un elettrodomestico di classe A è più costoso di uno di classe inferiore, ma, a conti fatti, è preferibile spendere qualcosina in più all'atto dell'acquisto piuttosto che assistere all'impietoso e velocissimo scorrere dei numeri del contatore elettrico nel momento in cui utilizzerete il vostro "economico" acquisto. Per darvi un'idea, un congelatore in classe A vi permette di risparmiare fino al 65% rispetto all'ultima classe, una lavatrice fino al 40%…. fatevi due conti.

Un approfondimento va fatto per quanto concerne gli scaldabagni elettrici. Non è sempre vero, come si pensa, che lo scaldabagno sempre acceso sia conveniente. Tale condizione può valere per chi sta sempre in casa ed usa di frequente l'acqua calda: in questo caso, dal momento che si vuole poter prelevare l'acqua calda a piacimento e subito alla temperatura desiderata, se spegnessimo lo scaldabagno ci ritroveremmo, dopo mezz'ora di utilizzo, con l'acqua fredda e dovremmo aspettare ogni volta il tempo necessario affinché l'apparecchio riporti l'acqua a temperatura. È quindi, non solo più comodo per "i casalinghi" adottare la tecnica del "sempre acceso", ma anche meno dispendioso perché, durante il processo di riscaldamento, l'acqua fredda in entrata trova già il boiler preriscaldato.

Nel caso, invece, si sia assenti da casa per la maggior parte della giornata, quanto detto diventa controproducente. Che senso ha, infatti, tenere acceso tutto il giorno lo scaldabagno in attesa di una doccia che vi farete la sera? È senz'altro preferibile, in questo caso, accendere l'apparecchio appena prima della vostra doccia (per i tempi di riscaldamento consultate il relativo manuale); è vero, dovrete aspettare un po', ma almeno vi siete risparmiati il consumo di mantenimento a temperatura di tutta una giornata.

Unico boiler o due separati? Anche qui dipende dall'uso: se, infatti, il punto di prelievo dell'acqua è unico (es. un ufficio con un solo bagno e/o un lavabo) allora vada per un solo grande boiler, ma se si tratta di una casa con un bagno e cucina allora diventa conveniente l'installazione di due apparecchi piccoli posti in prossimità dei punti di prelievo. Ciò per due motivi: 1) perché quanto più è minore la distanza tra scaldabagno e rubinetto utilizzatore, tanto minore è la dispersione di calore nel tragitto; 2) perché, in questo modo, è possibile regolare i termostati a seconda delle due diverse esigenze. Inoltre, se uno scaldabagno si dovesse guastare, avrete sempre a disposizione l'altro.

Consigliabile, infine, l'installazione di miscelatori d'acqua su lavandini e docce, al posto delle classiche due manopole.