Il prezzo dell'energia elettrica è in ribasso. E' questo quanto emerge da una ricerca condotta dal Gme che ha calcolato come, nel mese di Novembre, il prezzo medio di acquisto dell'energia elettrica nella borsa italiana (PUN) abbia subìto una diminuzione del 4,1% pari a 2,63 Euro/MWh. La flessione ha confermato la tendenza annuale che è giunta dopo 5 anni di crescita continua e che ha portato il prezzo medio di acquisto ad attestarsi sui 61,73 Euro/MWh.

Anche i dati analizzati in base alle ore di utilizzo confermano la tendenza al ribasso evidenziata dalle informazioni di carattere generale. Infatti nelle ore di picco il calo è stato di 3,94 Euro/MWh, pari al 5%, mentre nelle ore fuori picco la flessione registrata è stata di 1,02 Euro/MWh per una percentuale dell'1,8%. In base a queste diminuzioni i prezzi medi risultano rispettivamente di 74,28 Euro/MWh nelle ore di picco e di 55,46 Euro/MWh nelle ore fuori picco.

Lo studio del Gme ha poi calcolato il prezzo medio di acquisto dell'elettricità (PUN) suddiviso nelle varie aree geografiche del nostro paese. I dati emersi hanno confermato come al Centro Nord il prezzo sia più elevato (61,18 Euro/MWh) rispetto al Sud (58,30 Euro/MWh) mentre la regione con il prezzo medio di acquisto dell'energia elettrica più alto è la Sicilia con i suoi 80,01 Euro/MWh.

L'indagine non si è tuttavia limitata all'analisi dei prezzi ma ha anche evidenziato come il quantitativo di energia scambiato nel Mercato del Giorno Prima nel mese di Novembre sia cresciuto del 0,4%, primo saldo positivo dopo una serie di ribassi tendenziali. Altro dato interessante è quello relativo alle importazioni di elettricità che sono calate del 4,3% mentre le forniture garantite dalle aziende del nostro paese sono cresciute dell'1,6%. Notevole infine il boom delle fonti di energia rinnovabili la cui incidenza è cresciuta dell'11,5%.