Con la legge di stabilità, gli Ecobonus sono stati ufficialmente prorogati fino al 31 dicembre 2014. Le detrazioni al 65% per interventi legati al risparmio energetico scenderanno nel 2015 al 50% per tornare al canonico 36% dal 2016 in poi.

Il governo Letta nella stessa sede ha prorogato anche le detrazioni per ristrutturazioni e mobili, che rimarranno al 50% fino al 31 dicembre 2014, e passeranno poi all'ordinario 36% dal 2015.

Si tratta senza dubbio di possibilità interessanti per i cittadini italiani, che però manifestano incertezze e dubbi riguardo al loro funzionamento. Per chiarire i termini delle agevolazioni, il governo ha promosso un sito ufficiale (www.casa.governo.it) con tutta una serie di Faq utili.

Si va dall'elenco degli interventi ammissibili, agli importi massimi detraibili per tipo di intervento, alle modalità di suddivisione dei bonus: una cosa che forse molti non sanno è che per gli interventi effettuati a partire dal 2011 è obbligatorio suddividere questa detrazione in dieci rate annuali di pari importo.

Ecobonus, detrazione al 65%: quanto sono utili?

Secondo un recentissimo rapporto presentato in Parlamento, gli Ecobonus, insieme alle detrazioni al 50% per ristrutturazioni e mobili, rappresentano un efficace stimolo per l'economia nazionale. La proroga al 31 dicembre degli stessi vale 14 miliardi di euro di investimenti per il prossimo anno, ben 1 punto percentuale di Pil nazionale.

A dettare le cifre è un'analisi condotta dal Servizio Studi della Camera in collaborazione con Cresme, il Centro Ricerche Economiche, Sociologiche e di Mercato per l'Edilizia e il Territorio).

Ma c'è chi critica la misura: tra gli esperti del settore non mancano i detrattori degli Ecobonus, che definiscono uno strumento pagato da tutta la cittadinanza (tramite tasse e accise varie) e del quale possono usufruire solo alcuni (chi possiede le risorse per finanziarsi gli interventi detraibili).

Inoltre "se un intervento di riqualificazione è stato ben progettato, sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello economico, esso si ripaga da solo in pochi anni (in molti casi meno di 3) - osserva l'architetto Marco Casavecchia in un recente intervento - . Pertanto non si richiederebbero più sgravi fiscali, ma un efficiente accesso al credito".