Dal suo discorso di insediamento per il secondo mandato come presidente degli Stati Uniti, Barack Obama si è speso molto per l'economia verde: "Il futuro è nelle energie rinnovabili, bisogna tagliare le emissioni carboniche e dimezzare i consumi energetici delle nostre case".

Da qui tutta una serie di incentivi governativi per favorire il settore eolico e solare, con l'obiettivo di ampliare il mercato delle "energie pulite". Parallelamente, con l'emanazione di un nuovo decreto sulle energie rinnovabili, l'amministrazione Obama ha ordinato a tutte le agenzie federali, civili e militari, di triplicare l'uso delle fonti di elettricità alternative entro il 2020. Oltre a incentivi e decreti, è stato presentato un piano per tagliare gli sprechi energetici nelle abitazioni multifamiliari ed è stata rilasciata una guida sul risparmio di carburante per aiutare gli automobilisti a scegliere veicoli meno inquinanti.

Dalle promesse e dagli sforzi compiuti per indirizzare gli Usa verso una "clean energy economy" ai primi bilanci di fine anno, che danno decisamente ragione all'amministrazione Obama. Per quanto riguarda l'energia solare, gli Usa hanno installato 930 megawatt di fotovoltaico solo nel terzo trimestre del 2013, pari a una crescita del 35% rispetto allo stesso periodo del 2012.

Sempre gli Stati Uniti, secondo la classifica stilata da Wiki Solar, sono i paesi che nel 2013 hanno installato più impianti fotovoltaici di grandi dimensioni al mondo, ben 25 con una potenza complessiva di 1416 megawatt. Al contempo, il comparto con la maggiore crescita percentuale è il comparto residenziale: durante il terzo trimestre, grazie agli incentivi governativi, gli impianti fotovoltaici domestici statunitensi sono aumentati del 49%.

Stando alle previsioni quindi, gli Stati Uniti sono destinati a sorpassare la Germania a fine 2013 come capacità solare complessiva installata, diventando al contempo il secondo mercato mondiale entro la fine del 2014, dietro al colosso Cina.