Immaginiamo un mondo in cui tutte le famiglie hanno un impianto fotovoltaico sul tetto e siano in grado di scegliere se investire su un accumulatore energetico piuttosto che restare allacciati alla rete tradizionale. Quale sarebbe il risultato? Ovviamente l'inutilizzo della rete elettrica attuale, ma ancor peggio la perdita di un sistema che arricchiva le casse dello stato. In sitografia è pieno di nuove aziende che si sono lanciate nella produzione di accumulatori di energia. Ma la maggior parte sono simili a gruppi di continuità, cioè sono di supporto durante la produzione di energia (ad esempio nelle ore pomeridiane quando inevitabilmente la produzione decresce) per un limitato periodo di tempo e con bassa potenza.

Che cosa è un accumulatore elettrico?

Un accumulatore elettrico è volgarmente una batteria che si ricarica nelle ore di massima produzione e si scarica all'occorrenza nelle ore di mancata produzione. Esistono attualmente svariate tecniche di accumulo che si distinguono principalmente dal tipo di materiale di cui sono composti i dispositivi, ma le tecniche più gettonate restano quelle che si basano sugli accumulatori agli ioni di litio. Questi hanno come caratteristiche principali una buona capacità di accumulare energia ed una elevata vita utile.

Chi sta costruendo questi accumulatori?

Sembra un paradosso ma in Giappone hanno fiutato "l'affare Europa" già da diversi anni, ed aziende come la Panasonic sono le prime produttrici in larga scala delle batterie agli ioni di litio. Per risposta segnaliamo che i tedeschi della Bosch si sono anche impegnati in questo settore con dispositivi che hanno la stessa finalità e per chioudere, sul mercato italiano operano diverse aziende tra cui segnaliamo la SunSystem di Milano che come spiega sulla sua Homepage "Tutto è pensato per minimizzare il prelievo di energia dalla rete e sfruttare al massimo quella prodotta dal tetto di casa!".

Perché è un pericolo per i paesi Europei?

Con l'avvento degli ecoincentivi per la produzione di energia solare, si è creato dai primi anni 2000 in particolare in Germania ed Olanda un mercato fiorente che ha portato ad essere sempre più diffuso l'utilizzo delle fonti rinnovabili come investimento per le famiglie e per le aziende. L'eccessivo numero di produttori ha portato gli stati ad abbassare il prezzo di acquisto dell'energia dagli impianti privati perché non rendevano più sostenibile la spesa per manutenzione e monitoraggio della rete elettrica come spiega il sito newsenergia.com. Quindi: se oggi siamo al livello critico per la rete elettrica in questi paesi, immaginiamo cosa potrà accadere quando gli impianti saranno capaci di autoalimentarsi e rendere gli utenti indipendenti dalla rete elettrica. Gli stati dovranno creare un canone elettrico sulla energia?