Fotovoltaico e nanotecnologie, un connubio fortunato che ha dato vita a una nuova generazione di moduli: saranno autopulenti i pannelli solari del futuro.

I pannelli solari sono il futuro prossimo dell'energia, e forse per questo c'è una grande attenzione al miglioramento della loro efficienza e della loro qualità. Non si tratta solo di provare a sostituire il materiale sensibile alla luce (il silicio) con altri più efficienti, bensì di migliorare anche la qualità del vetro che li ricopre, con una costante ricerca verso soluzioni innovative.

Fotovoltaico e nanotecnologie

Non è una novità che le nanotecnologie siano di grande aiuto al fotovoltaico. Già ci hanno regalato pannelli solari ultraleggeri, molto flessibili e, per di più, verniciabili. Infatti grazie alle nanotecnologie e a un giovane ricercatore canadese dell'University of Melbourne (Australia), Brandon MacDonald, oggi si è in grado di evitare ingombranti strutture e, cosa fondamentale, di abbattere i costi di questa energia rinnovabile.

Fotovoltaico e nanotecnologie, i pannelli solari autopulenti

Oggi è la volta di un gruppo di ricercatori cinesi che, in collaborazione con l'università di Cardiff, ha sviluppato un sistema autopulente per i vetri dei pannelli stessi, tale da consentire il meno possibile alla polvere, alla sporcizia e vari altri tipi di detriti, di depositarsi impedendo il passaggio della luce solare, quella che si trasformerà poi in energia fotovoltaica da utilizzare in impianti totalmente autonomi, o da immettere in rete.

Caratteristiche dei pannelli solari autopulenti

Questi moduli fotovoltaici avranno quindi la caratteristica di essere autopulenti e antiaderenti, limitando l'accumulo e il ristagno di particelle indesiderate sul vetro, oltre ad essere idrorepellenti, cioè congegnati in maniera tale di far scivolare via nel più breve tempo possibile l'acqua, sia essa pioggia, umidità o altro. E siccome siamo in estremo oriente, i ricercatori cinesi hanno deciso di fare un efficace parallelo, accostando questi pannelli a una foglia di loto, che è naturalmente idrofoba e antiaderente.

Ma non basta: altro aspetto importante è la presenza sui vetri di "microrugosità" che attenuano di molto il coefficiente di riflessione della luce, consentendo alla stessa di transitare in maggiore quantità verso lo strato fotosensibile di silicio. Di qui una maggiore efficienza del pannello stesso e una maggiore produzione di energia, ovviamente a parità di superficie disponibile.

Grazie al connubio fotovoltaico e nanotecnologie, quindi, sono nati questi moduli solari autopulenti che assicureranno un ulteriore passo in avanti verso l'indipendenza energetica che si otterrà con l'utilizzazione delle fonti rinnovabili, in questo caso particolare con l'energia solare. Ed è quanto succederà nei prossimi lustri, in base a tutti gli studi che sono ormai portati avanti da anni circa il futuro delle fonti energetiche alternative in tutti i continenti.