Le energie rinnovabili italiane tornano sul tavolo del Governo con un disegno di legge collegato alla Legge di stabilità. Lo scopo è fare gli opportuni ritocchi per rimodulare gli incentivi sulle fonti energetiche alternative al fine di ridurre i costi delle bollette elettriche e adeguarsi alle direttive europee.

Ancora in fermento il mercato delle energie rinnovabili italiane, soprattutto dopo l'adozione da parte dell'Unione Europea delle linee guida alle quali dovranno conformarsi le normative degli Stati membri.

Energie rinnovabili italiane, la scelta

Nel disegno di legge collegato alla Legge di stabilità del Governo Letta, infatti, si prevede che il sistema incentivazione dell'energia rinnovabile possa subire delle modifiche in direzione di una scelta, da parte del produttore, fra il vecchio e il nuovo sistema di incentivi. Nel primo, il produttore avrà cioè la possibilità di optare per un incentivo più remunerativo, ma senza avere diritto alla cumulabilità con altre tipologie di agevolazione. Nel secondo avrà diritto a un incentivo minore ma cumulabile con altre forme di agevolazione e/o benefici.

E' evidente che, nell'uno e nell'altro caso, andrà fatta un'attenta analisi dei costi/benefici degli impianti, con particolare riferimento ai piani d'ammortamento pluriennale dei costi.

Energie rinnovabili italiane, le strategie e gli obiettivi

In generale, comunque, il Governo sembra stia lavorando a un sistema di incentivi spalmati in un periodo relativamente lungo (sette anni) ma con un profilo di incentivazione quantitativamente inferiore a quello precedente. La strategia quindi è quella di una rivisitazione del sistema degli incentivi, tenendo conto di due priorità: una "riattivazione" del mercato delle rinnovabili con una rinnovata attenzione al settore da parte dello Stato; dall'altra una maggiore sostenibilità del costo dell'energia da parte dell'utenza.

Intanto, in base ad una previsione operata nei mesi passati dal MiSE, il peso di questi incentivi sulla bolletta è stimato essere di circa dodici miliardi di euro l'anno.

Se le incentivazioni fossero ripartite in periodi di tempi più lunghi, si potrebbe arrivare a un risparmio complessivo che sfiora i tre miliardi l'anno. E nel frattempo potrebbero essere sperimentate soluzioni innovative per sostenere gli investimenti, come la creazione di specifiche obbligazioni dedicate a favore di chi decide di costruire impianti volti al risparmio energetico.

Restiamo in attesa di capire più esattamente, nei prossimi giorni, le scelte del Governo, ma certamente qualcosa di positivo si sta muovendo anche nel settore dell'energia rinnovabile, con scelte più di prospettiva e che vanno in direzione dello sviluppo e della crescita, non solo del contenimento dei costi.