Carburante ed energia elettrica pulita a costo quasi zero? Non è un sogno, ma il rivoluzionario e avveniristico progetto, tutto italiano, che prevede l'utilizzo di energia autoprodotta dall'urina a centimetro zero per alimentare motori di automobili, elettrodomestici e altri impianti domestici alimentati a corrente elettrica, con un significativo risparmio economico e importanti benefici per l'ambiente.

Trasformare l'urina in energia

Il progetto è stato presentato dall'imprenditore sardo Franco Lisci, originario della provincia di del Medio Campidano e titolare di un'azienda facente parte di "CasaVerde Co2.0", polo produttivo fra i più importanti in Italia per la bioedilizia. L'idea prevede il riutilizzo dell'urina quotidianamente prodotta e trasformata in carburante, sfruttandone la sua capacità di attivare il processo di elettrolisi per la produzione di energia. A tal fine Lisci ha realizzato due tipi di motori, perfettamente a norma di legge, entrambi alimentati grazie all'uso dell'urina come additivo: l'uno destinato ai motori di automobili e imbarcazioni, l'altro destinato all'uso domestico per accendere la luce e far funzionare elettrodomestici e altri impianti a corrente.

Risparmi sui carburanti fino all'80%

L'idea, presentata ad Alghero in occasione di un convegno sulle innovazioni verdi organizzato da Legambiente, ha subito destato un ampio interesse grazie alle prospettive in campo energetico legate all'uso alternativo dell'urina, trasformata da scarto a risorsa con evidenti benefici per il portafoglio. Utilizzata come carburante, infatti, l'urina consente un risparmio del 35% rispetto alla benzina, del 60% rispetto al gasolio e addirittura dell'80% rispetto al gas.

Energia pulita e a centimetro zero

I benefici, tuttavia, sarebbero significativi anche per il pianeta. Il processo di trasformazione dell'urina in additivo (in conformità alla legge italiana, la quale ne vieta l'utilizzo puro) consentirebbe infatti di ricavare un'energia pulita, ecosostenibile e a centimetro zero, poiché autoprodotta, con il conseguente abbattimento dell'inquinamento ambientale. Senza contare che, al contempo, si limiterebbe lo spreco dei miliardi di acqua pulita utilizzati quotidianamente per smaltire l'urina prodotta.