Energia, il governo Letta cerca di alleggerire i costi dei servizi e delle bollette e alcuni capitoli del Decreto del Fare bis riguardano proprio questa esigenza. La bozza di legge sembra quasi pronta e in attesa di approvazione, ma alcuni politici mettono fretta all'esecutivo che traballa dopo le pressioni del Pdl e di Berlusconi. Il nuovo provvedimento del Fare potrebbe contenere nuovi tagli sulle bollette dell'energia, più precisamente sui costi degli incentivi per le rinnovabili, e una proposta di liberalizzazione dei distributori di benzina in Italia.

I dettagli sono ancora da delineare, ma l'obiettivo del governo è chiaro: abbassare i costi della bolletta dell'energia. Come? Tagliare sui costi degli incentivi legati all'energia rinnovabile tramite l'emissione di bond da parte del Gse (Gestore unico per i Servizi Energetici) grazie ai quali sia possibile una sorta di rateizzazione su più anni e una diminuzione dei costi legati agli incentivi energia. Il governo Letta valuta un risparmio in bolletta attorno al 15-20% per un taglio dei costi totali pari a 2 miliardi di euro l'anno.

Energia rinnovabile, una risorsa vitale per lo sviluppo economico del Paese che però non premia i produttori con incentivi dal costo troppo alto. Per questo se il provvedimento sull'energia andrà in porto, sarà sicuramente di impulso per la crescita delle imprese, ma anche per il risparmio delle famiglie che hanno investito ad esempio sul fotovoltaico.

Capitolo benzina: sempre nel Decreto del Fare trova posto anche un progetto di riforma per i distributori di benzina con la proposta di liberalizzazione del mercato del carburante. L'idea è quella di facilitare l'apertura nelle città di piccole pompe automatiche, oggi molto ostacolate da rigidi vincoli burocratici. Se le norme fossero semplificate e si diffondessero veramente questi nuovi distributori, la prospettiva per i consumatori sarebbe finalmente quella di un ribasso dei prezzi della benzina e una maggiore concorrenza sul mercato di sicuro beneficio per gli automobilisti.