Segnali inquietanti provengono dal mondo dell'energia. Il prezzo del petrolio infatti, in netto aumento, continua a provocare dei rincari che non sembrano arrestarsi, in ogni settore. Le bollette di gas, carburanti ed energia elettrica sembrano dunque aumentare a dismisura, raggiungendo una somma che nel 2012 ha superato i 160 miliardi di euro.

L'Italia è il Paese in cui i prezzi delle bollette del gas sono superiori del 24-35% rispetto alla media europea. Anche per la bolletta dell'energia elettrica per le famiglie e le imprese, i costi sono più alti del 18% rispetto alla media europea. I prezzi per di benzina e diesel inoltre sono superiori a quelli del mercato dell'Europa. A fornire i dati, il dossier "I costi 2013 dell'energia in Italia" pubblicato dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile.

Ma a cosa è dovuta la maggiorazione dei prezzi nel nostro Paese? Una prima risposta sembra provenire dalla cronica dipendenza dell'Italia dai combustibili fossili, che occupano l'82% del bisogno energetico interno. La quasi assenza, nel nostro Paese di fonti di energia fossile importante, o almeno la scarsa capacità di poter sfruttare i giacimenti che occupano alcune aree del territorio, decretano la situazione attuale.

A risentirne, oltre alla condizione economica dell'Italia in genere, sono, a livello micro, le famiglie, le coppie, i singoli, alle prese con tasche sempre più alleggerite dai contanti e con le bollette sempre più appesantite dagli aumenti.

A contribuire ulteriormente alla crescita della bolletta sarebbero inoltre i "costi non detti", ossia i diversi sussidi che vengono pagati ai combustibili fossili, con agevolazioni fiscali ed altre voci che vengono in ogni caso pagati dalle famiglie e dalle imprese con le tasse generali. Ci sono poi le esternalità, ossia i costi esterni. Sebbene non esistano dati ufficiali riguardo a questo voce di spesa, una indagine tedesca stima che alcuni costi esterni, principalmente per il nucleare ed il carbone, siano voci di spesa che incidono su un aumento di bolletta pari a 40 miliardi di euro, cioè il 40% in più per ogni famiglia tipo.