Il business legato all'energia da combustibili fossili, dall'estrazione alla raffinazione del petrolio, non è più redditizio come un tempo. Pesano le tensioni geopolitiche ed anche i costi che con il calo della domanda di benzina e diesel portano a margini di guadagno sempre più risicati.

Lo stesso non dicasi per la green economy che, nonostante le questioni legate ai mutamenti del quadro regolatorio, e delle incentivazioni, rimane un settore in grado di garantire redditività nel medio e nel lungo termine.

E' il caso di una società quotata in Borsa a Piazza Affari, la Erg S.p.A., che nel primo semestre del 2013 è tornata in utile grazie proprio alle fonti rinnovabili e ad un contestuale alleggerimento del business legato agli idrocarburi.

Nel dettaglio, la società genovese ha archiviato i primi sei mesi del 2013 con 25 milioni di euro di utile rispetto ad un rosso di 9 milioni di euro riportato nei primi sei mesi dell'anno precedente. Luce verde anche per il MOL, il margine operativo lordo, che a valori correnti adjusted ha fatto registrare anno su anno un balzo del 43%.

Riguardo ai progetti futuri nelle rinnovabili, la società Erg S.p.A. prevede di mettere in esercizio entro i primi sei mesi del prossimo anno due impianti eolici. Uno, in Italia, è quello da 34 MW che si trova in Basilicata a Palazzo San Gervasio, Provincia di Potenza. L'altro si trova in Romania, ed ha una potenza complessiva cumulata che, pari ad 80 MW circa, sarà in grado di produrre energia elettrica per ben 200 GWh annui.