Lo scorso 5 giugno, con la pubblicazione sulla GU, è entrato in vigore il Decreto Legge 4 giugno 2013 n. 63 recante disposizioni volte a favorire la riqualificazione e l'efficienza energetica del patrimonio immobiliare italiano in conformità a quanto previsto dalla Direttiva 2010/31/UE.

Il provvedimento governativo, che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore, è stato emanato onde evitare l'aggravamento della procedura di infrazione promossa in sede comunitaria nei confronti dell'Italia (2012/0368) e avviata dalla Commissione Europea il 24 settembre dello scorso anno per sanzionare il mancato recepimento della direttiva.

Il decreto, che ha fissato la proroga delle detrazioni del 55% delle spese effettuate per il conseguimento del risparmio energetico, ha stabilito inoltre che a partire dal 31 dicembre 2018 qualsiasi edificio pubblico di nuova costruzione dovrà avere un consumo energetico basato esclusivamente su impianti a fonti rinnovabili installati negli stessi edifici. Dal 1° gennaio 2021 la stessa regola verrà estesa ed applicata anche agli edifici privati di nuova costruzione. Insomma l'intero settore edilizio sarà in pratica costretto ad adottare le nuove tecnologie e tutti quei materiali innovativi già presenti sul mercato che consentono di coniugare comfort e riduzione del consumo energetico.

Il modello energetico proposto per il futuro dunque non si basa sulla produzione di energia assicurata da grandi centrali, ma piuttosto sullo sviluppo di un sistema capillare di impianti sull'intero territorio nazionale che consentiranno l'autosufficienza energetica dei singoli edifici: i cittadini e gli enti locali (per i quali questa rivoluzione energetica sarà più celere) saranno dunque al contempo consumatori e produttori di energia.

In tal modo, sostiene l'associazione ambientalista Fare Verde che da tempo si batte per lo sviluppo di questo modello alternativo di approvvigionamento energetico, verrà abbattuto l'oligopolio presente sul mercato dell'energia che al momento favorisce poche grandi aziende multinazionali. Oltre alla conversione in legge entro 60 giorni, quelli di Fare Verde segnalano la necessità che il governo adotti entrò il 31 dicembre 2014 un concreto piano di azione per dare attuazione alle premesse poste dalla legge di conversione.

Gli obblighi comunitari ai quali è sottoposta l'Italia però non si esauriscono qui: la direttiva 2012/27/UE, che deve ancora essere recepita dall'Italia, infatti impone allo Stato italiano una riqualificazione energetica annua del 3% degli immobili di proprietà statale esistenti. Gli attivisti di Fare Verde sostengono che l'obbligo di riqualificazione energetica cadenzata riguardante gli immobili esistenti dovrebbe essere esteso a tutti gli immobili di proprietà della PA, dunque anche a quelli appartenenti ad amministrazioni non statali, in maniera tale da ricomprendervi scuole e asili pubblici, sedi municipali e strutture sanitarie.