Per le bollette dell'energia elettrica le liberalizzazioni ad oggi non hanno funzionato in quanto i prezzi in Italia non hanno fatto altro che salire. A rilevarlo è stata la Cgia di Mestre nel ricordare che per gli utenti domestici la liberalizzazione del mercato è avvenuta nel 2007, mentre per le imprese ha addirittura avuto inizio nel 1999.

E proprio per le PMI rispetto alla media Ue i costi per l'energia elettrica sono decisamente più alti, ben il 68% in più. Da questo punto di vista in tutta l'Unione Europea solo le piccole e medie imprese di Cipro devono far fronte a bollette dell'energia elettrica più salate. Al riguardo l'Associazione degli artigiani mestrina ha rilevato che per ogni mille Kwh di energia elettrica consumata le PMI in Italia paghino 198,8 euro in media contro i 234,2 euro di Cipro.

Ma come mai in Italia le bollette energetiche a carico delle PMI sono così care? Ebbene, al pari della benzina, in Italia si paga la luce a peso d'oro a causa dell'elevata tassazione corrispondente per ogni 1.000 Kwh consumati a ben 55 euro di imposte.

Da questo punto di vista in Europa non ci batte nessuno a fronte tra l'altro di un differenziale di prezzo sfavorevole che in Italia è applicato alle PMI rispetto ai contratti di fornitura di energia elettrica stipulati dalle grandi imprese. Secondo quanto messo in risalto dal segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, le PMI italiane nonostante i costi energetici elevati cercano in tutti i modi di rimanere competitivi sul mercato. Ma andando avanti di questo passo non si sa per quanto la piccola e media impresa potrà ancora resistere.