Dal lontano 1992, gli automobilisti del vecchio continente, hanno iniziato a familiarizzare con gli standard europei sulle emissioni inquinanti, meglio noti come Euro1, Euro2 e via dicendo, fino all'ultimo Euro 6. Si tratta di una serie di limitazioni, imposte sulle emissioni dei veicoli venduti degli Stati membri dell'Unione Europea, volte a ridurre l'inquinamento atmosferico e a incentivare lo sviluppo di forme di energia "pulita". I provvedimenti sono stati presi sulla base di studi relativi alla chimica ambientale.

Come appena detto, l'ultimo di questa serie di standard europei è l'Euro 6 che entrerà in vigore a partire dall'1 settembre 2014 per le omologazioni di nuovi modelli, mentre diventerà obbligatorio dall'1 gennaio 2016 per tutte le vetture immatricolate. Tuttavia, già dal 2011 alcuni modelli dell'Audi, della Bmw e della Mercedes sono stati costruiti e messi in vendita rispettando i canoni Euro 6.

In questi giorni, il commissario Ue all'ambiente Janez Potocnik nell'ambito degli interventi della Settimana verde a Bruxelles, ha ribadito la linea dura dell'organismo europeo, nei confronti degli stati membri che non provvedono adeguatamente a concorrere alla riduzione delle emissioni inquinanti provocate dai veicoli in circolazione.

"Continuiamo con una linea più forte sulle procedure di infrazione rispetto al passato: oggi abbiamo 18 Stati membri che non rispettano i limiti delle Pm10 in molte aree d'Europa" ha dichiarato Potocnick. Per "Pm10" s'intende la sigla che identifica il materiale presente nell'atmosfera in forma di particelle microscopiche. Ha proseguito il commissario Ue: "Non abbiamo ancora cominciato con il biossido di azoto (NO2)". Poi ha aggiunto: "Le procedure di infrazione non sono naturalmente la nostra unica politica, anche se posso dire che funzionano". Potocnik non risparmia critiche alle auto euro 6 che "non funzionano nella realtà come dovrebbero" e provocano molto più inquinamento del previsto.

Nell'ultima parte delle sue dichiarazioni, il commissario Ue ha sintetizzato in due punti la linea programmatica continentale: in primo luogo, bisognerà far rientrare i Paesi membri non in regola in materia di e-mobility, nella norma; in secondo ordine - spiega Potocnik - si dovrà "rendere la nostra un'economia circolare, che vive in armonia con la natura": solo un altro modo per dire, "green economy".