Bollette luce e gas, e tasse: il cittadino si trova tra incudine e martello. Finché ce la fa, paga. Quando non ce la fa più, si indebita con banche e finanziarie varie. Ma c'è anche chi finisce nelle mani degli usurai. Per pagare le tasse. E' la triste realtà del 2013. La crisi del sistema Italia continua, con i consumi ormai giunti ai minimi storici e un governo onestamente atteso da un compito ingrato.

I numeri di una crisi di sistema

Giù anche la spesa per telecomunicazioni. Particolarmente grave è il dato relativo ai beni e servizi per le tlc, un dato spesso in controtendenza, che purtroppo fa oggi registrare un calo del 2,5% su base mensile e dello 0,1% sull'anno. Gli italiani, insomma, sono allo stremo delle forze, ma devono fare comunque i conti con una quantità impressionante di tasse e balzelli vari dovuti a Stato e Pubblica amministrazione, con la spada di Damocle di Equitalia. La cosiddetta pressione fiscale ha raggiunto livelli impensabili.

Il problema dei costi occulti nelle bollette. Come funzionano

Vanno poi segnalate ulteriori imposte che molto spesso il contribuente italiano non è consapevole di pagare, cioè quelle riconducibili ai cosiddetti "costi occulti" in bolletta della luce, un problema spesso sottovalutato, un fenomeno tutto italiano sul quale in molti chiedono oggi di fare chiarezza. Sotto questa voce c'è un po' di tutto: si va dai costi per il decomissioning delle centrali nucleari, fino a quelli per le energie rinnovabili.

L'Iva viene infatti applicata sull'importo lordo comprensivo dell'accisa. Quest'anno i cosiddetti "oneri generali di sistema" arriveranno a pesare sul totale per quasi il 20 per cento. Cosa sono? Voci senza alcuna relazione con il prezzo dell'energia, il costo della trasmissione o dei servizi di rete: i pannelli solari, le pale eoliche, le centrali a biomasse, ma anche le fonti cosiddette «assimilate», come gli scarti (inquinanti) delle raffinerie che beneficiano dei contributi ecologici.

Quest'anno si toccherà il record assoluto, pari a 13 miliardi di Euro. Si calcola che in questo modo ogni cittadino-utente italiano dovrà pagare ben 230 Euro in più. Con una progressione inarrestabile rispetto ai 92 euro del 2010, ai 125 del 2011 e ai 193 del 2012. Un vero disastro per le nostre tasche, già ridotte ai minimi termini da una congiuntura tra le più delicate dal dopoguerra.