La ricerca di un maggiore equilibrio fisico e psichico, la possibilità di ritrovare energia, gioia di vivere, motivazione entusiasmo sono temi che interessano un sempre maggior numero di persone di ogni età. Gli approcci terapeutici sono tanti e variano molto in base ai desideri e alla storia personale di ognuno. Oggi intervistiamo la dottoressa Nicoletta Cinotti, la prima professionista, in Italia, a unire la potenza della bioenergetica alla dolcezza consapevole della mindfulness.

D: Bioenergetica e Mindfulness. Com'è nata l'idea di integrare queste discipline?

R: Mi occupo di bioenergetica da tantissimi anni. L'analisi bioenergetica sviluppa una intuizione fondamentale sull'unità dei processi corporei e mentali portando l'attenzione a tre elementi interconnessi tra di loro: la consapevolezza di Sé, la capacità di autoespressione e la padronanza di sé. La connessione tra i processi corporei e i processi mentali è un tema centrale anche della pratica della mindfulness, che offre importanti strumenti di lavoro per la regolazione emotiva.

La mindfulness, termine inglese che potremmo tradurre letteralmente con presenza mentale, è una antica pratica di consapevolezza del respiro e del corpo, che alla fine degli anni '70, sempre negli Stati Uniti, è stata utilizzata per costruire un protocollo di trattamento per una serie molto ampia di disturbi fisici e psichici.

Insieme questi approcci sono un efficace sistema di lavoro terapeutico integrato che permette di sostenere le capacità di autoregolazione della persona e permette, attraverso la parte di lavoro psicoterapico, un approfondimento dei temi rilevanti per la salute, la crescita e la cura.

Sia l'analisi bioenergetica che la mindfulness propongono strumenti di autocura, come la classe d'esercizi e il programma MBSR. Entrambi fondano la loro efficacia sulla consapevolezza corporea, sia del corpo in quiete che in movimento, e in entrambi il respiro ha un ruolo centrale.

Insomma, analisi bioenergetica e mindfulness nascono separate ma la loro fusione ha una efficacia e una bellezza particolare: quella di permetterci l'incontro con la nostra vera natura, un Sé reale a cui restituire voce e padronanza nella propria vita.

D: Le persone a volte dicono di non avere tempo da dedicare a se stessi. Che cosa puoi suggerire a riguardo?

R: Dato che questo è l'unica vita che possiamo vivere, bisogna trovare il tempo per se stessi. Comprendo però che tra lavoro, famiglia e le diverse frammentazioni della nostra vita di oggi si possa pensare che il tempo manchi o non sia sufficiente. Per questo ho creato il "Ritiro di bioenergetica e mindfulness". Un fine settimana da passare in gruppo, in un posto incantevole, in cui concentrarsi unicamente su noi stessi e sperimentare, anche per la prima volta, anche senza aver nessuna conoscenza di questi concetti, i prodigiosi benefici della bioenergetica unita alla mindfulness.

D: Cosa succederà in quei giorni?

R: Sarà un'esperienza piacevole per tutti, ne sono certa. Il ritiro Inizia alle 17 di venerdì̀ 13 settembre e termina alle 17 di domenica 15 settembre. Durante questo tempo sperimenteremo insieme un'alternanza di lavoro corporeo, pratica formale, pratica informale, spazio di riflessione e spazio di condivisione.

Obiettivo del week-end è offrire uno spazio ampio e protetto di incontro con se stessi. Potremo raccogliere le nostre risorse e la nostra energia per radicarci in noi stessi, nel corpo e nella mente, per sintonizzarci e autoregolarsi. Per focalizzare le intenzioni e raccogliere i frutti del nostro lavoro. Per camminare nel terreno della consapevolezza.

D: A chi consiglieresti questo fine settimana di mindfulness e bioenergetica?

R: Data la mia storia personale, la mia attività quotidiana sul web, il mio impegno come docente SIAB e istruttrice di mindfulness mi sento di consigliarlo a tutti, ma soprattutto a chi pensa che il corso della propria vita abbia preso una certa piega immutabile e poco soddisfacente. Alexander Lowen, il mio maestro, diceva: "Nelle persone tutto può cambiare. Tutto è in processo, in trasformazione".

Logicamente anche i già "esperti" possono trovare molti motivi d'interesse: tra questi, il ritiro è particolarmente indicato per persone che abbiano già̀ fatto uno dei protocolli MBSR, MBCT o Mindfulness Self Compassion, o per persone con esperienza di bioenergetica che desiderino avvicinarsi alla mindfulness.

D: E cosa puoi dirci della location? Perché l'hai scelta?

R: Mi sono preoccupata di offrire un ottimo livello di comfort a chi parteciperà, ma soprattutto di poter offrire una cornice di bellezza e purezza alle attività. La Casa di Giaiette, che ci ospita, è tranquilla, silenziosa e offre quell'atmosfera amica che è importante per sentirsi bene. È un luogo in cui il raccoglimento e il contatto con la natura sono semplici e immediati. In più approfitteremo del vicino laghetto per la meditazione camminata e dei confortevoli spazi interni per il lavoro corporeo e la pratica formale e informale.