Le ultime indiscrezioni provenienti da Bruxelles, riportano che la Commissione Europea avrebbe proposto in queste ore, un pacchetto di dazi antidrumping (provvisorio) sui pannelli solari importati dalla Cina, sempre più diffusi tra chi vuole ricorrere all'energia solare a basso costo. La notizia è trapelata già da un po' di tempo, attraverso fonti comunitarie attendibili. Tali provvedimenti dovrebbero scattare, in natura temporanea, dal prossimo 5 giugno ma diventare definitivi per il mese di dicembre.

Ma quali sono le ragioni che giustificherebbero il ricorso a queste misure?

Fondamentalmente, le disposizioni ipotizzate dall'Ue, sono mirate a combattere la concorrenza sleale cinese nei riguardi dei produttori europei.

Ora vediamo in sintesi, quale sarebbe il fatturato annuale delle aziende cinesi ,relativo dalle vendite dei pannelli solari in Europa.

Secondo le stime, il giro d'affari legato a questo settore si aggirerebbe intorno ai 21 miliardi di euro all'anno, una cifra che coinvolgerebbe circa il 7% delle esportazioni di Pechino e ben 100 società cinesi.

Entro quali termini tributari si potrebbero applicare dei dazi sui pannelli prodotti dai cinesi?

L'Europa, in generale, ha l'autorità di imporre dei dazi variabili dal 35% al 67% del valore dei beni importati. Questa oscillazione dipende anche dalla volontà di cooperare delle imprese. Tuttavia, per quanto concerne il capitolo del "fotovoltaico cinese", la percentuale dei tributi applicabile, potrebbe assestarsi intorno al valore medio del 47%.