Un opinionista di Parigi ha scritto di recente che il nucleare in Europa è praticamente finito perché "ad alta intensità di capitali, i tempi di costruzione sono molto lunghi, ed è semplicemente troppo rischioso."

Un altro analista indipendente della California, Alex Cannara, esperto di energia ed ambiente, ha replicato su Bloomberg, con un articolato commento illustrando lo spirito e la lettera del diagramma presentato dal premio Nobel Burton Richter, che mostra come il nucleare sia una delle fonti meno inquinanti dal punto di vista delle emissioni di CO2.

Come paradigma si esamina la situazione della Germania, che ritiene convenga eruttare in atmosfera decine di milioni di tonnellate di CO2 preferendo carbone e lignite al nucleare. Fino a prova contraria, nessuno è morto in Germania per radiazioni da atomo. Lo stesso vale per gli Stati Uniti, l'Inghilterra, o la Francia, dove il nucleare contribuisce per il 70 % alla produzione di energia elettrica.

Le statistiche riportate su nextbigfuture.com indicano che a livello mondiale il carbone è la causa di 161 morti all'anno, per incidenti o malattie polmonari, per ogni TWh - 1 terawattora = 1 miliardo di kWh - di energia prodotta (il 26 % dell'energia mondiale e il 50 % dell'elettricità). Nella sola Cina la media è di 278 - basta pensare alle condizioni in cui si trovano le miniere cinesi, poco meccanizzate, e ai disastri che ivi si ripetono regolarmente, oppure alle condizioni di Pechino, dove lo smog è così alto da oscurare il disco del sole anche durante il giorno. Per la Germania si parla di 180 morti all'anno per ogni TWh prodotto da carbone e gas.

A livello mondiale i decessi per il nucleare sono 0,04 per ogni TWh prodotto (il 5,9 % dell'energia mondiale). Quindi, a parità di energia prodotta, per ogni persona deceduta a causa del nucleare ce ne sono 4.000 che muoiono per cause legate al carbone.

La fabbricazione di un aerogeneratore Siemens - il cosiddetto mulino a vento o pala eolica - di taglia grande (3 MW) richiede il trattamento di circa 2.000 tonnellate di materiali a mezzo di combustibili fossili - l'acciaio richiede carbonio e minerale di ferro, ecc.. Il cemento richiede calcare trattato in forno e altri aggregati che devono essere estratti e lavorati. Pertanto l'impatto negativo dell'eolico è superiore a quello del nucleare. Senza parlare dei grandi spazi di terreno o di mare che l'energia eolica richiede, né della minaccia sulle specie, delle emissioni durante la manutenzione, dei rischi di infortuni sul lavoro, e dei pericoli di natura marittima per i parchi eolici situati offshore.

Forse i tedeschi non sono stati poi così lungimiranti. Le considerazioni di Cannara risultano di tanto più valide se si considerano le tecnologie nucleari alternative che dovrebbero sostituire l'assortimento di opzioni convenzionali che hanno operato per circa 50 anni fino ad oggi. Nuove conformazioni dei reattori - a sali fusi o MSR, modulari "pebble bed" noti anche come PBMR, reattori veloci - portano con loro la promessa di notevoli vantaggi che vanno dalla conversione dei rifiuti nucleari in combustibile, alla riduzione temporale dei termini di pericolosità dei rifiuti, a nuove procedure operative dotate di sistemi di sicurezza a prova di fusione del nocciolo, e altre. Senza contare il ricorso al torio invece dell'uranio. E persino il sogno della fusione potrebbe realizzarsi.

Niente è perfettamente sicuro. La ricerca della perfezione non deve però farci trascurare la via del miglioramento continuo e dell'adozione di soluzioni migliori abbandonando quelle meno adatte. Nucleare, eolico, solare e idrico sono di gran lunga più sicure del carbone e del petrolio. Il gas naturale è sicuro, ma non tanto quanto lo è il nucleare e le altre forme citate. L'obiettivo prioritario dovrebbe essere quello di disfarsi delle fonti di energia più pericolose, che sono innanzitutto carbone e petrolio. Successivamente, dopo che questo progetto, che può prendere decenni, sarà portato a compimento, ci si potrà rivolgere alle altre fonti di energia, tenendo in mente che sicurezza e miglioramento di ogni forma di energia dovrebbero essere sviluppate in corso d'opera, mentre si continua a vivere e a progredire.

L'energia nucleare sicura, così come altre tecnologie energetiche sostenibili, fanno tutte parte della nostra futura economia a bassa intensità di CO2.