Negli ultimi tre anni si è trasformato in un vero boom economico e una vera ricchezza energetica. Parliamo dello Shale Gas, o meglio del gas metano non convenzionale, che anziché essere intrappolato in giacimenti sotto spessi strati di roccia è contenuto negli accumuli argillosi, a profondità di circa 2000 metri.

L'estrazione fino a qualche anno fa risultava economicamente non sostenibile e, in assenza di uno studio approfondito sui rischi ambientali e su tecniche sicure dal punto di vista d'impatto idrogeologico, l'Europa anziché approfondire gli studi e investire in ricerca, dibatteva o lo vietava come succede in Francia (lo sfruttamento dello shale gas è formalmente vietato da una legge del luglio 2011). Invece l'America ha sostenuto e incentivato la ricerca e lo sfruttamento arrivando ad oggi che di fatto ha scoperto giacimenti per il quantitativo pari a due Arabie Saudite di petrolio.

Quali sono le differenze dal gas tradizionale? Qui ci può venire d'aiuto il nostro Ente Nazionale Idrocarburi che ci fa notare come la differenza principale tra un giacimento convenzionale e uno "shale" risiede nel tipo di roccia che contiene il gas e nelle tecniche di produzione. Nel gas convenzionale il giacimento è costituito da rocce porose e permeabili nelle quali il gas è migrato a partire dalle rocce ricche di materia organica dove si è generato. Lo shale gas, invece, è rimasto intrappolato nella stessa roccia dove ha avuto origine, tipicamente argille, che sono sì porose e quindi ricche di gas, ma poco permeabili. A differenza del gas convenzionale, dunque, una volta perforate, queste rocce non lasciano fluire il gas in superficie. Il gas convenzionale è contenuto in un giacimento che, per quanto vasto, ha dimensioni contenute se paragonato a un accumulo di shale gas che può svilupparsi anche per centinaia di chilometri.

Come avviene l'estrazione dello Shale Gas? Per il momento l'unica tecnica conosciuta ed applicata e mediante la perforazione orizzontale e la fatturazione idraulica. La fatturazione idraulica prevede l'iniezione in giacimento di un fluido alta pressione. Tale operazione permette di creare nuove micro fratture nella roccia e di mettere in connessione quelle preesistenti, creando una via di fuga per il gas verso il pozzo.

Negli Stati Uniti vengono effettuati da circa dieci anni studi approfonditi sulle tecniche di estrazione e hanno cominciato la sperimentazione, ricerca ed estrazione, arrivando negli ultimi tre anni ad essere leader del settore. Il ritorno economico ha prodotto nuovi milionari dello "shale gas" che di fatto sono agricoltori, e secondo uno degli autori dello studio condotto in America c'è equilibrio tra sicurezza geologica e ritorno economico.