E' di questi giorni la notizia che Bari avrà il suo impianto di compostaggio per il trattamento dei rifiuti organici, grazie ad un progetto premiato con un finanziamento di 11 milioni di euro (di cui 2,2 per impianti e 8,8 di finanziamento agevolato) a fronte di un valore complessivo dell'opera stimata in 18 milioni di euro. L'impianto sorgerà nella zona industriale nelle aree dell'Amiu, che allestirà le apparecchiature per il recupero energetico della frazione organica da rifiuti urbani e la produzione di compost di qualità ed avrà lo scopo di far conseguire un netto vantaggio in termini ambientali e ridurre progressivamente i costi di gestione del servizio di igiene urbana con conseguente vantaggio per i cittadini.

Ugualmente interessante appare l'iniziativa di Sulmona e 15 Comuni limitrofi che ha previsto sconti sulle bollette per i residenti questi Comuni che faranno il compostaggio domestico, trasformando i rifiuti organici in fertilizzanti per i loro orti o giardini. Il progetto sarà realizzato grazie a un cofinanziamento da 48mila euro ottenuto dal Cogesa (Consorzio gestione servizi ambientali), dalla Comunità montana Sirentina e dalla società cooperativa Ecogest, dopo aver risposto ad un bando del ministero dell'Ambiente.

Ma come funziona il compostaggio? Si tratta di una semplice tecnica praticata soprattutto nei paesi del nord Europa per la riduzione dei rifiuti ed il recupero degli scarti organici (sfalci d'erba e fogliame, avanzi di cucina) così da ottenere di una miscela di sostanze umifica, definita compost, da utilizzare in sostituzione della torba e di altri concimi chimici.

Il suo utilizzo, con l'apporto di sostanza organica migliora la struttura del suolo e la biodisponibilità di elementi nutritivi (composti del fosforo e dell'azoto). Come attivatore biologico aumenta inoltre la biodiversità della microflora nel suolo.

Su base industriale il compostaggio viene utilizzato per la trasformazione in compost di scarti organici, come ad esempio la cosiddetta frazione umida dei rifiuti solidi urbani. L'impianto di compostaggio è una struttura che trasforma la parte umida dei rifiuti (gli scarti di cucina costituiti da residui organici quali avanzi di frutta, verdura, ossa, carne, pesce, fondi del caffè, gusci d'uovo, eccetera) verdi (foglie e legno derivati dalla manutenzione del verde pubblico e privato dalla portatura delle siepi, eccetera) compost. All'interno dell' impianto di compostaggio vengono accelerati i tempi di un processo naturale come ad esempio quello che trasforma le foglie morte che in autunno cadono al suolo in fertile humus.

In molte Regioni le amministrazioni si sono dotate di strutture idonee per favorire il compostaggio domestico e ridurre, nel contempo, i costi della gestione dei rifiuti. I compost domestici, infatti, sono anche molto utili. Permettono tramite processi tutti naturali, di ottenere fertilizzanti biologici di alta qualità, solamente grazie alla decomposizione degli scarti di origine vegetale e alimentare, che normalmente produciamo nelle nostre famiglie.

Le iniziative intraprese a Bari e Sulmona sono davvero pregevoli e anche le altre comunità su larga scala dovrebbero e potrebbero imitarele.