Quasi quotidianamente capita di ricevere proposte commerciali per la fornitura di luce e gas sia telefonicamente sia alla porta di casa dagli agenti commerciali delle varie società di fornitura, i quali, alle volte, poco correttamente si presentano in maniera generica se non addirittura facendo il nome di aziende più conosciute semplicemente per farsi aprire.

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Capita anche di lasciarsi spesso allettare dalle parole di questi commerciali, ma di pentirsene subito dopo. Ebbene, se ciò accade bisogna sapere che: esiste il diritto di recesso (c.d. ripensamento) che va esercitato nel termine di 10 giorni lavorativi.

Vediamo allora cosa bisogna fare per far valere il proprio diritto di ripensamento, partendo, però, dalla differenza tra mercato libero e mercato tutelato.

Con le liberalizzazioni del 2007, si è aperta per i consumatori-utenti la possibilità di scegliere il proprio fornitore di energie elettrica e di gas. In pochissimo tempo il numero delle offerte è aumentato così come le società di fornitura, che non sono più le solite due storiche.

Resta, per i consumatori e per i piccoli imprenditori, la possibilità di rimanere nel c.d. mercato tutelato, cioè mantenere il servizio di "maggior tutela" alle condizioni fissante dall'AEEG (Autorità Garante per l'energia elettrica e il gas).

Per quanto riguarda Enel, ad esempio, le offerte "Enel Energia" fanno parte del mercato libero, mentre "Enel Servizio Elettrico" corrisponde al mercato tutelato, quindi alla "vecchia" Enel.

Naturalmente, a seconda delle esigenze di ognuno potrà risultare più conveniente un'offerta del mercato libero piuttosto che rimanere nel mercato tutelato o viceversa. Quello che ognuno deve sapere è che nessun passaggio è irreversibile: rimane la possibilità di cambiare fornitore in ogni momento e anche di tornare al servizio di maggior tutela.

Ritornando al diritto di ripensamento per chi ha stipulato un nuovo contratto di fornitura di luce o gas telefonicamente, online, oppure "fuori dei locali commerciali" (ad esempio presso la propria abitazione oppure in un centro commerciale e simili), questo deve essere esercitato inviando una lettera raccomandata al nuovo fornitore entro 10 giorni lavorativi (domeniche e festivi esclusi).

Questo termine "perentorio" parte dal giorno in cui si è ricevuta la copia del nuovo contratto di fornitura: quindi, immediatamente, se l'agente commerciale ha consegnato al consumatore la sua copia oppure dalla data della ricezione per posta delle condizioni contrattuali (ciò accade per tutti i contratti stipulati a distanza, cioè telefonicamente oppure online).

Di conseguenza, una volta inviata per tempo la lettera di recesso, si rimarrà con il vecchio fornitore e quello nuovo non potrà far altro che "mollare il cliente" senza addebitargli alcun costo.