Il rapporto Comuni Rinnovabili 2013, stilato da Legambiente in collaborazione con GSE e Sorgenia, è stato davvero positivo. Si parla infatti di oltre 600 mila impianti in Italia che sfruttano solo le energie pulite e rinnovabili, impianti diffusi ormai nel 98% dei comuni della nostra penisola. Si tratta di numeri in forte crescita che sottolineano l'impegno costante dell'Italia nel settore delle energie rinnovabili, un impegno che porterà il nostro paese finalmente in linea con le normative europee.

Questi numeri potrebbero essere anche la premessa per uscire dalla crisi economica, il settore delle rinnovabili è infatti fertile per lo sviluppo di nuovi posti di lavoro. Il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini ha affermato: "Le fonti rinnovabili stanno ridisegnando lo scenario energetico del nostro Paese, con risultati impensabili solo pochi anni fa in termini di diffusione e produzione a dimostrare come gli impianti sono sempre più affidabili e competitivi. In un periodo di crisi, possiamo dire che almeno da qui arrivano buone notizie con un bilancio energetico italiano che dipende meno dall'estero e diventa più pulito e moderno, avvicinando la produzione alla domanda di energia di famiglie e imprese. Al nuovo governo chiediamo di intervenire subito per offrire una prospettiva di sviluppo duratura a un settore che può essere il traino per la crescita economica e la creazione di lavoro".

Lo sfruttamento sempre più intenso delle energie rinnovabili non sarebbe quindi positivo solo per l'ambiente in cui viviamo ma anche per l'economia italiana. Secondo i dati raccolti da Legambiente infatti si stima che entro il 2020 potrebbero essere accessibili per l'Italia ben 250 mila nuovi posti di lavoro nel settore delle rinnovabili, più altri 600 posti in altri settori ad esso collegati. Questi sono dati davvero molto importanti vista la situazione di grave crisi economica ed occupazionale che il nostro paese sta vivendo, le rinnovabili potrebbero quindi essere una risposta a molti dei problemi dell'Italia.