L'uso del forno a microonde è diventato così frequente che ormai pochi si pongono il problema sui danni che esso possa provocare. Tale dispositivo riscalda gli alimenti e le bevande in pochissimo tempo, vediamo però come funziona realmente.

Grazie al flusso di microonde, l'acqua, i grassi e i carboidrati che costituiscono il cibo, assorbono l'energia delle microonde in un processo chiamato riscaldamento dielettrico. Tali molecole sono dei dipoli, ovvero hanno una estremità con carica elettrica positiva e un'altra con carica negativa; trascinate dal campo elettrico alternato delle microonde e indotte a ruotare, generano calore attraverso forze di attrito con le molecole vicine, provocando quindi un riscaldamento.

Secondo varie ricerche questa forma di cottura distrugge alcune sostanze nutritive. I forni a microonde ad esempio convertono la vitamina B12 dalla forma attiva alla forma inattiva, rendendo il 30-40% circa di tale vitamina inutilizzabile.

Diverse diatribe ci sono state anche sull'emissione di radiazioni e quindi sull'esposizione alle microonde in prossimità di forni a microonde accesi. Ci occuperemo però in questo caso soprattutto sulla cottura dei cibi e sugli studi eseguiti in merito.

A tal proposito si è molto discusso sul Dottor Hertel, medico nutrizionista svizzero, ricercatore dedito all'uso del forno a microonde e ai suoi effetti.

Secondo alcuni esperimenti da esso eseguiti su persone tra i 20 e i 40 anni, il dottor Herten ha riscontrato e dedotto che l'uso del forno a microonde provoca: "una diminuizione a breve termine dei Linfociti (globuli bianchi); alterazione dei meccanismi naturali di riparazione delle cellule; forte calo dei valori degli eritrociti, dell'emoglobina degli ematrociti e leucociti (valori simili a quelli degli anemici) e derivante aumento dei livelli di colesterolo. Alterazione della permeabilità della membrana cellulare che diventa così preda di batteri, funghi e altri microorganismi".

Secondo poi altre sue conclusioni, la carne scaldata in microonde provoca: "d-nitrosoditanolamine (un agente ben conosciuto fra le cause del cancro); destabilizzazione dei composti biomolecolari della proteina attiva; le microonde alterano il comportamento catabolico degli alcaloidi di verdure, anche se queste vengano esposte per tempi molto brevi; i radicali liberi che causano il cancro si formano in alcune strutture molecolari; ingerire cibi trattati a microonde innalza la percentuale di cellule cancerogene nel sangue".

Altre ricerche poi suggeriscono di non riscaldare il latte nel forno a microonde, soprattutto quello destinato ai bambini e ai neonati, le microonde ne alterano la struttura rendendolo meno efficace (da un punto di vista nutrizionale) e potenzialmente tossico!

Le più importanti industrie del settore negano tutto ciò e si difendono giustificandosi dal fatto che le radiazioni scompaiono non appena il forno si spegne e che non esistono seri riscontri sulle alterazioni proteiche dei cibi.