È un dato che ormai da oltre un trentennio i mass-media non fanno altro che parlare di energie rinnovabili, siano esse eoliche, a cattura dei raggi solari o idriche o quant'altro ancora. È un dato acclarato che le risorse petrolifere non dureranno ancora per molto e tutti noi umani siamo chiamati a prodigarci nel non sprecare l'energia e nell'attuare, sempre nelle nostre condizioni e possibilità materiali, nuove ricerche ed invenzioni in tal senso.

Un dato questo preso in parola da quattro quattordicenni nigeriane che, la notizia è di solo pochi giorni fa, si sono presentate al Maker Faire Africa, una fiera dove vengono presentate scoperte e innovazioni volte a cercare di risolvere problemi concreti, con un aggeggio rivoluzionario: il generatore elettrico di urine.

Le quattordicenni Duro-Aina Adebola, Akindele Abiola, Faleke Oluwatoin e Bello Eniola, attraverso un processo di elettrolisi, hanno estratto idrogeno dalle urine producendo energia in grado di alimentare un generatore standard.

Il funzionamento dell'apparecchiatura non è complicatissimo, infatti, l'urina viene inserita dentro una cella elettrolitica che rompe l'urea in azoto, acqua e idrogeno. L'idrogeno entra in un filtro per la purificazione dell'acqua e poi viene spinto nella bombola del gas. La bombola del gas spinge l'idrogeno in un cilindro di borace liquido che viene utilizzato per rimuovere l'umidità del gas idrogeno. Questo gas idrogeno viene poi spinto in un generatore che con solo un litro di urina riesce a offrire sei ore di energia elettrica.

Per le quattro ragazzine si prospetta un futuro più che roseo se si pensa che con pochi mezzi e a un'età così giovane sono state in grado di ideare un progetto così importante e non solo per l'Africa ma per il mondo intero. L'urina è uno scarto umano e animale e può generare elettricità, ma pensiamo a quanti altri scarti esistono nel mondo che possono essere utilizzati per altri e alti scopi. Quest'invenzione lascia spazio alla riflessione. Pensiamoci!