L'Autorità per l'energia elettrica e il gas negli scorsi giorni ha segnalato 199 operatori energetici sospettati di aver scaricato gli effetti della Robin Hood Tax sui consumatori, aumentando illegalmente i costi in bolletta per gli utenti finali. La reazione delle associazioni dei consumatori non si è fatta attendere: si prepara una primavera "calda" tra denunce e class action. E si profila all'orizzonte una pioggia di richieste di rimborso.

"La traslazione della Robin Tax sulle tariffe e sui prezzi energetici da parte delle aziende è cosa gravissima e vergognosa" commenta Federconsumatori, che presenta un calcolo del peso di tali aumenti sui bilanci delle famiglie: dai dati dell'Autorità si evince che solo nel 2010 le famiglie italiane hanno subito rincari vietati dalle norme di legge per 67 euro a famiglia, e che stando a queste verifiche, nel 2011 e nel 2012 il ricarico a famiglia sarebbe di 134 euro annui. Insomma in due anni e mezzo le famiglie italiane hanno sborsato indebitamente 335 euro dalle loro tasche.

Ora le cose da fare, afferma Federconsumatori, sono: "conoscere esattamente con nome e cognome le aziende coinvolte, sanzionarle pesantemente e costringerle alla restituzione del maltolto. Se l'Autorità dell'Energia non avesse possibilità di sanzione si sappia che comunque verrà fatto un esposto all'Antitrust per pratiche commerciali scorrette". L'associazione non esclude neanche l'ipotesi di una class action.

Class action annunciata anche dal Codacons: si profila un'azione legale "finalizzata a far ottenere agli utenti il rimborso delle maggiori somme pagate, comprensive di interessi legali" spiega il presidente Carlo Rienzi. "Quello che è certo - prosegue - è che la denuncia dell'Autorità per l'energia appare assolutamente tardiva, dal momento che l'ente ha tutti i mezzi per accertare con puntualità ingiustificati aumenti a danno dei cittadini".