I dati di Assoelettrica, associazione di Confindustria, mostrano che sono 220 miliardi di euro gli incentivi destinati alle fonti rinnovabili elettriche in Italia, per il periodo dal 2009 al 2032.

Il picco di spesa avverrà nel 2016, con 12,5 miliardi di euro, circa 200 euro che andranno a pesare sulle bollette elettriche di ogni cittadino. L'Associazione ha dichiarato che i dati sono allarmanti poiché le utenze dei privati sono il 22% per l'energia elettrica, e il 78% sono utenze delle PM e dell'industria, sulle quali peseranno gli incentivi.

Dunque i conti delle bollette elettriche dei privati e delle PM, e delle industrie, incentivano le fonti rinnovabili, soprattutto il fotovoltaico. Ma le cose stanno cambiando, infatti nei prossimi mesi gli incentivi non saranno più a sostegno pubblico , e inoltre sono stati rivisti completamente gli incentivi sulle fonti rinnovabili elettriche.

L'associazione elettrica ha dichiarato:"Dunque se solo un quarto del costo degli incentivi pesera' direttamente nella bolletta elettrica delle famiglie, i rimanenti tre quarti si rifletteranno pero' in buona parte in un aumento nel costo di prodotti e servizi che le stesse famiglie acquisteranno".

Cosa cambierà dunque, negli incentivi delle fonti rinnovabili alternative?

Dall'articolo di Di Stefano De Francesco pubblicato sull'Ansa, si evincono le nuove misure degli incentivi: " Fino al 2012 le altre fonti rinnovabili sono state incentivate con certificati verdi (grandi impianti) o tariffa onnicomprensiva (impianti di potenza inferiore a 1 MWe o sotto i 200 kWe se eolici). Il costo imputabile a questi incentivi puo' essere monitorato attraverso i contatori messi a disposizione dal Gse e attualmente e' pari a circa 3 miliardi di euro.

Dall'inizio di quest'anno viene invece diversificato l'importo degli incentivi per fonte fino a cinque classi di potenza, sostituendo i certificati verdi con una tariffa 'feed in premium', cioe' un incentivo che si va ad aggiungere alla remunerazione ottenuta vendendo sul mercato l'energia elettrica prodotta dall'impianto.

Sono stati inoltre posti, attraverso l'obbligo a partecipare ad aste o all'iscrizione a registri, limiti stringenti alla potenza incentivabile in modo da garantire che le rinnovabili elettriche non assorbano piu' di 5,8 miliardi di euro all'anno di incentivi. Agli incentivi gia' citati si aggiungono i contributi 'Cip6′, che sono in via di esaurimento e scompariranno nel 2020, ai quali potevano accedere anche impianti fotovoltaici, idroelettrici, eolici".