La Cina sta assumendo un ruolo sempre più importante nell'economia mondiale ed ora il Paese della Grande Muraglia sta aumentando la propria espansione anche nel mercato delle energie rinnovabili. L'ultima ricerca condotta da Npd Solarbuzz ha enfatizzato il ruolo della Cina che ha iniziato ad acquistare il 33% di tutti i pannelli solari fabbricati nel mondo. Un dato che fa riflettere, visto la crisi nel settore che sta attanagliando molti altri Paesi, Italia compresa.

In molti stati europei i governi nazionali hanno rallentato la crescita del settore e molte imprese hanno dovuto chiudere i battenti come ad esempio la BP Solar, azienda che ha risentito per prima della crisi e ha dovuto interrompere la produzione due anni fa. Molte altre grandi imprese stanno faticando in paesi come Francia, appunto Italia e Germania. Anche nel principale paese dell'industria solare il mercato delle rinnovabili sta procedendo a rilento e la Cina pare possa approfittarne. Nel 2013, infatti, la nazione asiatica, a detta degli addetti ai lavori, potrà superare proprio la Germania e diventare così il più grande produttore di inverter fotovoltaici. Uno scenario impensabile fino a due anni fa, quando la Cina rappresentava meno del 10% nelle vendite mondiali di pannelli.

Il mercato solare cinese è in rapida crescita e, soprattutto, non è rallentato da norme nazionali legate ad incentivi ed utilizzo. In Cina la cultura del rinnovabile si sta evolvendo sempre di più e i prezzi per le installazioni e per la fabbricazioni dei pannelli sono molto più bassi rispetto a quelli europei. Questo fattore ha inciso parecchio sul mercato e ad oggi molte aziende del nostro continente si sono allacciate a produttori cinesi per limitare i costi d'acquisto delle materie prime. Nonostante tutto ciò c'è ancora un fattore a vantaggio dell'Europa: la maggiore qualità del prodotto, caratteristica fondamentale per i pannelli solari del nostro continente.