Cambiare la caldaia non è più problema. Oltre alla riqualificazione energetica per gas e riscaldamento, che consentirà di risparmiare sull'energia e sul caro bolletta, le famiglie italiane potranno avere uno sgravio fiscale di oltre la metà. Risultato? Risparmio sui consumi, innovazione, detrazione massima fino a 30 mila euro.

Ma vediamo in sintesi quali sono gli interventi per cui è possibile richiedere la detrazione:

  • smontaggio e dismissione dell'impianto di climatizzazione in uso;
  • disponibilità e installazione delle apparecchiature (termiche, meccaniche, etc.) necessarie per cambiare l'impianto;
  • disponibilità e installazione delle opere idrauliche e murarie indispensabili per cambiare l'impianto;
  • disponibilità per un ipotetico lavoro sulla rete di distribuzione, di trattamento delle acque, sui dispositivi di controllo e regolazione e sugli impianti di emissione;
  • messa in opera di valvole termostatiche a bassa inerzia termica su tutti i corpi scaldanti, esclusi gli impianti di climatizzazione invernale con temperature medie del fluido termovettore inferiori a 45°;
  • le spese per la redazione delle documentazioni professionali richieste.

Chi può accedere allo sgravio? Tutti i cittadini italiani, gli enti, società e le imprese che prevedono spese per l'esecuzione di interventi su edifici o unità immobiliari di qualsiasi categoria.

A quanto ammonta l'importo da detrarre? Tutto l'importo sarà suddiviso in 10 quote eguali, che potranno essere inserite nella dichiarazione dei redditi, specificando il periodo d'imposta in cui sono stati avviati i lavori.

Cosa fare per ottenere il rimborso? Bisogna conservare il pagamento del bonifico bancario o postale se chi richiede lo sgravio è una persona fisica. La causale deve portare un riferimento alla legge finanziaria del 2007 (n.296). Occorre segnare il numero della fattura, la data, quindi i dati del richiedente con la richiesta di detrazione e del beneficiario del bonifico. Le fatture devono recare la voce "manodopera" e bisogna trasmettere tutto all'Enea entro 3 mesi successivi alla fine dei lavori, quindi occorre conservare la ricevuta dell'invio effettuato (codice CPID).