Con l'inverno oramai alle porte e il prezzo del gas che sale a vista d'occhio sono sempre di più le persone che puntano su metodi alternativi che implicano costi ridotti sull'alimentazione e sulla manutenzione dei riscaldamenti della propria abitazione.

Si potrebbe trovare una soluzione acquistando una stufa a pellet che, a differenza delle stufe a gas o a legna, ha un costo d'installazione minimo, non richiede l'allacciamento ad alcun impianto della casa, può essere posizionata praticamente ovunque (anche all'interno del camino) ed essendo catalogata come fonte di energia alternativa, è soggetta a detrazioni fiscali.

La spesa di acquisto, grazie ai costi contenuti di alimentazione, sarà presto ammortizzata, infatti, grazie ad avanzate tecnologie, è possibile creare pellet ad un costo bassissimo e ad altissimo rendimento, ciò vuol dire che con minime quantità di pellet potete scaldare casa vostra per ore. Inoltre una stufa a pellet oltre ad essere completamente ecocompatibile, riesce a riscaldare molti metri cubi in tempi rapidi, rendendo la vostra casa calda e accogliente.

Dobbiamo chiarire però come funzionano le detrazioni. Innanzitutto è necessario specificare che la legge che regola attualmente la questione è la numero 83/12 del 2012, che prevede detrazioni del 55% fino al 31 dicembre 2012; 50% dal 1° gennaio al 30 giugno 2013 e infine del 36% dopo il 30 giugno 2013, per l'acquisto e l'installazione di stufe a pellet a patto che queste procurino un risparmio energetico del 20%.

L'importo dev'essere indicato nella dichiarazione dei redditi a partire dall'anno successivo ed è detraibile. Per ottenere il rimborso è necessario effettuare il pagamento attraverso bonifico bancario dal quale risulti la specifica causale del versamento e il codice fiscale di entrambe le parti (in genere le banche hanno appositi moduli per questo tipo di bonifico). È essenziale questo metodo di pagamento, altrimenti non potrete ricevere il rimborso.

La documentazione da presentare sarà quindi:

- la fattura d'acquisto;

- la documentazione relativa al bonifico bancario;

- una copia dell'attestazione energetica della stufa (da richiedersi gratuitamente al venditore o al produttore dell'apparecchio) e la scheda informativa, relativa agli interventi realizzati.

Una volta reperita questa documentazione sarà necessario inviarla per via telematica all'ENEA (l'ente governativo creato appositamente), seguendo tutte le indicazioni, entro 90 giorni dal termine dei lavori. Una volta eseguita la procedura non vi rimarrà che attendere il rimborso.

È importante che conserviate:

• il certificato di asseverazione redatto da un tecnico abilitato;

• la ricevuta d'invio tramite internet o della raccomandata postale all'Enea;

• le fatture o le ricevute fiscali per gli acquisti e le prestazioni detraibili;

• le ricevute dei bonifici come prova del pagamento.